Sembrava ormai irrimediabilmente perduta, dopo essere andata in frantumi a causa della caduta accidentale occorsa due anni fa durante la sua movimentazione per essere esposta ad una mostra ad Assisi dedicata al suo autore. Ma il 25 marzo, dopo un difficilissimo intervento di restauro, "L'Uccisione di Priamo" di Antonio Canova ha finalmente ritrovato la luce dei riflettori nella Gipsoteca della Fondazione Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia.

Grande soddisfazione da parte di tutti coloro che hanno preso parte al lavoro di ricollocazione, ma soprattutto da parte di Daniele Angellotto, il restauratore fiorentino esperto in opere canoviane, indicato dalla Soprintendenza per ricomporre il bassorilievo: «Un restauro particolarmente difficile se si pensa che solo Pirro (al centro dell’opera) era ridotto in oltre 200 pezzetti», sottolinea Angellotto. 

Per il restauro dell'opera, cui è stato anche applicato un supporto in fibra di carbonio, è stata fondamentalmente inventata una tecnica nuova: «La frammentarietà era veramente esagerata - spiega il restauratore - e non vi era nessuno piano di appoggio per poter, poi, riassemblare i pezzi. [...] Ho utilizzato un’ottima colla di restauro di ultima generazione (fluorurato) che consente un restauro reversibile, ovvero che può essere rimosso in qualsiasi momento. Un lavoro durato un anno e mezzo, ma che alla fine ha dato un risultato soddisfacente».


© Foto D'Arte Firenze

Soddisfatto anche Giovanni Manuali, presidente dell’Accademia di Belle Arti, per il quale, quella occorsa al capolavoro canoviano è stata «una brutta vicenda che si è conclusa in maniera fortunatamente molto positiva, grazie alle abili mani del restauratore, ma che ci insegna che mai più un’opera della Gipsoteca sarà spostata».


© Foto D'Arte Firenze

In virtù di una proficua collaborazione, consolidata negli anni, Il dott. Angellotto si è rivolto a noi di Foto D'Arte Firenze per le riprese fotografiche del bassorilievo. Un incarico che abbiamo accettato con entusiasmo, consapevoli dell'importanza e della delicatezza di un restauro che ha restituito all'Arte italiana un'opera dal grande valore iconografico.


© Foto D'Arte Firenze

Dopo la ricollocazione del bassorilievo, l'Accademia è rimasta aperta al pubblico durante il fine settimana di Pasqua, in attesa del convegno che farà da corollario alla mostra Antonio Canova e il “tesoro ritrovato”, che si svolgerà dal 14 maggio al 9 luglio 2016 a Sangemini.


Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze con la preziosa collaborazione di Simone Baroncelli 


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Pubblicato in Eventi

Il 2015 ha riconsegnato a Firenze un Teatro della Pergola completamente rinnovato. Fra maggio e settembre, sono stati completati gli ultimi due dei quattro lotti di un ampio e complesso progetto di restauro e risanamento conservativo del Teatro iniziato nel 2013 (vedi articolo del blog).


© Foto D'Arte Firenze

I lavori, condivisi tra la Fondazione Teatro della Pergola, la direzione servizi tecnici del Comune e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato, sono costati complessivamente 4 milioni di euro. Il finanziamento è parte dell’accordo di valorizzazione del giugno 2011 siglato con il Ministero per i Beni culturali per il mantenimento in attività del Teatro, le risorse rese disponibili dal Ministero dello Sviluppo Economico sono quelle già destinate dalla Regione Toscana per la creazione di un sistema di teatri cittadini, di prosa e musica da camera. 

© Foto D'Arte Firenze

Tra gli interventi realizzati, il risanamento delle coperture e delle facciate del Saloncino e della Biblioteca, il restauro degli apparati decorativi e dei pavimenti della Sala Oro, del pavimento in legno della platea, delle opere architettoniche e pittoriche nella Sala Spadoni, degli apparati decorativi dell’atrio d’ingresso principale con la realizzazione della nuova biglietteria e l'illuminazione nella Sala delle Colonne.  

 

© Foto D'Arte Firenze

Foto D'Arte Firenze ha curato il reportage fotografico di documentazione degli interventi effettuati nella Sala Oro, nell'atrio d'ingresso e nella Sala delle Colonne, un incarico che ha richiesto di ritrarre gli ambienti prima e dopo il restauro.

© Foto D'Arte Firenze

Si rinnova dunque il nostro impegno a fianco del Comune di Firenze per la Pergola, ben contenti di aver potuto dare il nostro contributo ad un progetto che possa aprire la strada alla candidatura del Teatro a teatro di interesse nazionale. 


© Foto D'Arte Firenze

Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Marzia Cantini per l'indispensabile supporto e la preziosa collaborazione. 


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Teatro della Pergola | Via della Pergola 12/32, Firenze 


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Dopo il primo volume della serie Fasto Privato - La decorazione murale in palazzi e ville di famiglie fiorentine, prosegue il percorso editoriale dell'Ente Cassa volto a diffondere la conoscenza dei cicli di pittura murale presenti nelle ville e nei palazzi di Firenze fra la metà del Seicento e l'inizio dell'Ottocento.


Se il primo libro passava in rassegna i più alti esempi di pittura di quadratura, il secondo volume dedica maggiore attenzione ai cicli figurativi, bisognosi di ulteriori approfondimenti dopo il recente riconoscimento, da parte della storiografia artistica, della qualità delle opere murali risalenti al tardo barocco e neoclassicismo toscano.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

La ricerca ha dato vita ad un viaggio appassionante nelle maggiori residenze nobiliari fiorentine e toscane che, grazie al prezioso contributo dei maggiori studiosi di storia dell'arte, ha portato alla luce un patrimonio di invenzioni figurative in alcuni casi pressoché sconosciuto al grande pubblico.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

Un'esplorazione molto impegnativa, condotta attraverso una "ricognizione sistematica dei principali edifici nobiliari privati, ognuno dei quali, per storia e destinazione, presentava specifiche problematiche di accesso e di predisposizione dell'apparato iconografico", come sottolineato nella presentazione del volume da Umberto Tombari, Presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.


© Foto D'Arte Firenze - 2015

Ne è scaturita una pubblicazione assai pregevole, caratterizzata da una puntuale trattazione scientifica da parte degli autori, coordinati scrupolosamente da Mina Gregori, e da un corredo fotografico ricco ed inesplorato, firmato ancora una volta da Foto D'Arte Firenze.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

Con il nuovo volume di Fasto Privato, si rinnova dunque la nostra prolifica collaborazione con la collana di Edifir, che si è tradotta per noi nella stimolante opportunità di illustrare opere e decorazioni di grande pregio attraverso una campagna fotografica condotta in numerosi palazzi e ville della Toscana, luoghi che in gran parte conservano ancora intatto il fascino originario. 




Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze  con la preziosa collaborazione di Moreno Bardazzi e Simone Baroncelli


Questo, nel dettaglio, l'elenco degli edifici nobiliari visitati durante la nostra campagna fotografica: Palazzo Antinori, Palazzo Viviani, Palazzo Rimbotti, Palazzo Compagni, Palazzo Orlandini del Beccuto, Palazzo Marucelli, Palazzo Federighi, Palazzo Aldobrandini, Palazzo Niccolini, Palazzo Del Chiaro Tolomei Biffi, Palazzo Del Sera Pitti, Palazzo Gerini Bonciani, Palazzo Minerbetti, Palazzo Arrighetti, Palazzo di Sforza Almeni, Palazzo Mondragone/Loggia Peyron, Palazzo Gerini, Palazzo Capponi all'Annunziata, Palazzo Tolomei, Palazzo Albergotti, Palazzo Bartolini Torrigiani - Firenze; Villa Antinori del Cigliano e Villa di Poggio Torselli - a San Casciano in Val di Pesa; Villa Panciatichi - Montebuono (PT); Villa La Zambra - Sesto Fiorentino (FI); Villa Salingrosso - Sammontana, Comune di Montelupo Fiorentino (FI)

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Vincenzo Meucci nacque nel 1694 a Firenze, dove venne avviato alla pittura da Sebastiano Galeotti, per poi trascorrere un lungo periodo di formazione a Bologna, nella bottega di Giovanni Gioseffo dal Sole. Pittore versatile, fu influenzato sia dalla cultura tardobarocca, sia dalla nuova corrente neoclassicista. 

 

© Foto D'Arte Firenze

L'eleganza della sua pittura, spigliata nel disegno e gradevole nei toni, unita alla bellezza idealizzata delle sue figure, ebbe la sua massima espressione negli affreschi e gli valse ben presto l'attenzione sia delle maggiori casate aristocratiche fiorentine, animate dal desiderio di consacrare i fasti di famiglia, sia dei vari ordini religiosi, desiderosi di celebrare il prestigio delle proprie chiese. 

 

© Foto D'Arte Firenze

Artista instancabile, ottenne numerose committenze, soprattutto all'interno del Granducato di Toscana, dove divenne rapidamente una figura di spicco nel panorama artistico del tempo, ottenendo la sua commissione più importante dall'Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de' Medici, ultima discendente dei Medici, che nel 1742 lo incaricò di affrescare la cupola della Basilica di San Lorenzo a Firenze con la Gloria dei santi fiorentini. Ma la sua fama si estese anche oltre i confini toscani, come dimostra la sua convocazione a Roma da parte del Cardinale Neri Corsini, nipote del Pontefice Clemente VII, per affrescare il palazzo di famiglia assieme ad altri affermati artisti. 

 

  © Foto D'Arte Firenze

Eppure, a dispetto dell'elevata considerazione che seppe guadagnarsi presso i contemporanei, questo artista era ancora in attesa del giusto riconoscimento da parte della critica moderna. Il volume Vincenzo Meucci (1694-1766), curato da Carlotta Lenzi Iacomelli ed edito da Edifir - Edizioni Firenze, rappresenta il tentativo editoriale, mai fatto sinora, di ricostruire la personalità artistica del pittore, restituendole il primato di cui godeva nel settecento fiorentino.

Foto D'Arte Firenze ha firmato la campagna fotografica che ha prodotto le illustrazioni della vasta produzione pittorica del Meucci, un incarico molto impegnativo, che ci ha condotti in molte chiese e palazzi della Toscana (alcuni dei quali inediti e sconosciuti alla letteratura artistica), fra cui il Palazzo Arcivescovile, Palazzo Aldobrandini, Palazzo Ginori e Palazzo Barbolani di Montauto a Firenze, il Palazzo Arcivescovile, la Collegiata di Santa Maria Provenzano e la chiesa di San Giorgio a Siena, la Cattedrale di San Zeno, la basilica della Madonna dell'Umiltà, la chiesa di Santa Maria del Carmine e la chiesa di San Leone a Pistoia.

Desideriamo ringraziare Edifir e la Dott.ssa Lenzi Iacomelli per la fiducia che ancora una volta hanno riposto nel nostro lavoro ed esprimere la nostra gratificazione per aver potuto contribuire, con le nostre immagini, ad un progetto editoriale importante nell'ambito della Storia dell'Arte fiorentina, in virtù del ruolo di primo piano che Vincenzo Meucci seppe ritagliarsi nella cultura del suo tempo.


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Dal 25 giugno al 30 settembre 2015, la visita all'Acquario di Livorno, il più grande acquario della Toscana, si arricchisce ulteriormente, offrendo la possibilità di approfondire il tema del mare da un punto di vista artistico e religioso. L'area espositiva al primo piano della struttura ospita infatti la mostra temporanea dal titolo "Il pane e i pesci: storie di mare, di devozione e di cibo", un viaggio alla riscoperta del significato simbolico che il mare e i pesci assumono nella cultura cristiana.

L'esposizione, ideata e promossa da Sillabe S.r.l. in collaborazione con Costa Edutainment S.p.A., che gestisce l'Acquario, e curata da Maddalena Paola Winspeare con Marilena Caciorgna, Francesca Orlandi e Barbara Tavolari, ha come elementi carattarizzanti l'acqua, il mare e il cibo, fonti primarie di vita al centro delle tematiche promosse da Expo Milano 2015

La mostra si articola in tre sezioni: la prima sezione è dedicata al Vecchio Testamento, con una serie di stampe fac-similiari di dipinti che ripercorrono la storia di Tobiolo e dell'Arcangelo Raffaele; la seconda sezione è invece incentrata sul miracolo suggestivo della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, con l'approfondimento di tre episodi significativi del Nuovo Testamento; nella terza sezione, infine, sono esposti alcuni tra i più importanti ex-voto marinari della collezione del Santuario della Madonna di Montenero, una delle più grandi e interessanti raccolte di tavolette votive che si conosca.


Foto D'Arte Firenze ha realizzato le immagini per la stampa dei fac-simile esposti nella prima sezione. Nello specifico, si tratta di riproduzioni fotografiche in alta risoluzione e in scala 1:1 di dipinti, ottenute per mezzo di mosaicatura digitale di più fotografie. Fra le opere riprodotte, vi sono Tobiolo e san Raffaele Arcangelo di Cristofano Allori e Raffaele rifiuta i doni di Tobiolo di Giovanni Bilivert, entrambe esposte nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, I Tre Arcangeli e Tobiolo di Francesco Botticini, conservata agli Uffizi, I Tre Arcangeli e Tobiolo di Domenico di Michelino, esposta nella Galleria dell'Accademia e Madonna col Bambino in trono, Sant'Agostino, l'Arcangelo Raffaele e Tobiolo di Giovanni Antonio Sogliani, conservata al Museo di San Marco a Firenze.

© Foto D'Arte Firenze

Da parte nostra, un ringraziamento a Sillabe per la fiducia riposta nel nostro lavoro e per un incarico che ci ha visti,  una volta di più, spettatori privilegiati davanti ad opere di pregevole bellezza, che grazie a questa iniziativa potranno essere ammirate, per la prima volta insieme, da un pubblico di ogni età.

Alcuni scatti di backstage delle riprese fotografiche effettuate alla Galleria dell'Accademia

Alcuni link per approfondimenti:

La settimana di Livorno - quotidiano on line della Diocesi di Livorno

Comune di Livorno - Portale turismo

QuiLivorno.it - quotidiano Online indipendente e gratuito


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze  @ Acquario di Livorno


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Dal dicembre 2013, c'è un angolo d'Italia ad accogliere i visitatori di Bryant Park, uno dei parchi più frequentati di New York, situato in Midtown Manhattan fra la 41a e la 42a strada. Al 1095 di Avenue of Americas, nella piazza che fa da anticamera al parco, svettano Hero e Superhero, la coppia di sculture pubbliche con cui l'acclamato architetto e designer italiano Antonio Pio Saracino ha risposto alla duplice richiesta di celebrare l’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti e di realizzare un progetto di arte pubblica nel cuore della Grande Mela.


Hero, interamente realizzata in marmo, è un dono dell’Italia agli Stati Uniti, da parte della Farnesina, dell’Ambasciata Italiana di Washington DC e del Consolato Generale d’Italia a New York, con il sostegno di Eni, in segno di amicizia fra i due Paesi. Guardando l'opera, anche l'occhio più distratto non può fare a meno di scorgervi i contorni familiari di uno dei simboli più famosi dell'Italia nel mondo, nonché icona fra le più rappresentative della civiltà occidentale: il David di Michelangelo.

Con questo progetto, Saracino si è infatti voluto ispirare al grande capolavoro del Buonarroti, proponendone una rilettura in chiave moderna basata sulla scomposizione delle armoniche forme michelangiolesche in piani paralleli di vario spessore, a formare una struttura che richiami l'architettura dei grattaceli circostanti e che esprima al tempo stesso potenza e levità.


Il 4 maggio, a due anni dalla sua creazione, una nuova edizione della scultura di Saracino è stata installata nel cortile della Galleria dell'Accademia, a pochi metri dall'opera a cui si ispira. L'iniziativa, promossa dalla stessa Direzione della Galleria dell'Accademia, in collaborazione con l'Ambasciata Italiana di Washington DC e con PMG Italia, rappresenta un omaggio "filologico" al grande modello di Michelangelo ed il tentativo ambizioso di instaurare con esso una relazione attuale.


© Foto D'Arte Firenze

La nuova edizione, commissionata dal gruppo finanziario newyorkese Global emerging Markets Group (GEM), è stata infatti costruita a Carrara usando la stessa pietra scelta da Michelangelo  ed ha le stesse dimensioni del David (5,2 m.), dunque più grande di quella di Bryant Park, per un peso totale di circa 5t. Essa rimarrà esposta fino al 20 settembre, dopodiché verrà trasferita all'EXPO di Milano.

Noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo incontrato Saracino alla Galleria dell'Accademia ed abbiamo seguito assieme a lui le operazioni di scopertura dell'opera, realizzando alcuni degli scatti usati per il pieghevole dell'evento espositivo, facente parte della collana "Quaderni dell'Accademia", edita da Sillabe. Per noi e per la nostra attività nell'ambito della fotografia d'arte, l'incontro con un esponente di spicco dell'architettura contemporanea si è rivelato particolarmente stimolante.


Siamo lieti di aver potuto rendere omaggio ad un opera coraggiosa, considerata una fra le più intelligenti e qualitativamente rilevanti reinterpretazioni del David mai realizzate, nel segno della continuità con i valori della tradizione artistica ed architettonica italiana del passato, di cui siamo da sempre sostenitori.

© Foto D'Arte Firenze


Antonio Pio Saracino - Designer e architetto Italiano di fama internazionale con base a New York, Saracino ha disegnato edifici, monumenti e oggetti. Le sue opere di design sono state esposte in numerose gallerie e musei di livello internazionale a Washington D.C., Los Angeles e Dubai e fanno parte di collezioni permanenti in musei come il Brooklyn Museum, il Museum of Art and Design di New York e il PowerHouse Museum di Sydney. Ha partecipato alla 54a edizione della Biennale d'Arte di Venezia ed ha vinto numerosi premi tra cui due American Architecture Awards dal Chicago Museum of Architecture e due Best of the Year Award da Interior Design Magazine. Il suo lavoro è stato recensito in pubblicazioni di livello internazionale come il The New York Times, Architectural Digest, Interior Design e Wellpaper. ARTnews Magazine lo ha inserito fra i 25 più interessanti trendsetter, il New italian Blood award lo ha riconosciuto come uno dei Top Ten Italian Architects under 36 e Vogue lo ha definito come uno dei più prolifici designers italiani all'estero.


Informazioni utili La mostra “Hero a Firenze. Omaggio al David: Saracino interpreta Michelangelo” sarà visibile nel cortile interno della Galleria dell’Accademia dal 5 maggio fino al 20 settembre 2015, dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 18.50.Il biglietto d’ingresso costa € 12,50 (intero) e € 6,25 (ridotto); eventuali richieste di prenotazione al numero 055-294883 di Firenze Musei. Per l’occasione, a cura di Sillabe, è stato realizzato un pieghevole in italiano e in inglese della serie “Il luogo del David” , con i testi dei protagonisti e arricchito da un notevole apparato fotografico (in allegato a questo articolo). Da segnalare, infine, che con il prezzo del biglietto d’ingresso al museo saranno visibili sia la grande scultura di Saracino, sia la mostra “L’arte di Francesco. Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”, in corso nell’ambito del programma espositivo di Un anno ad arte 2015.


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria dell'Accademia | Via Ricasoli 58-60 Firenze


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 Alcuni video dedicati all'evento

Pubblicato in Fotografia per l'arte

A distanza di 6 mesi dalla precedente campagna fotografica, Foto D'Arte Firenze è tornata nella Galleria degli Uffizi per realizzare le immagini dei soffitti affrescati delle sale 19-23, recentemente riaperte al pubblico dopo gli interventi di restauro.

Si tratta delle sale dedicate al Rinascimento extra-fiorentino, con importanti esempi riconducibili alla pittura tedesca, all'arte fiamminga e all'ambiente veneto, a testimonianza di quello spirito didattico settecentesco degli Uffizi, favorito da scambi e specifici accrescimenti, teso a rappresentare lo sviluppo della pittura in tutti i suoi filoni più importanti.

La sala 19, in particolare, ospita opere di provenienza toscana, umbra, emiliana e marchigiana e l'attuale volta venne ridipinta nel 1665 da Agnolo Gori con le Allegorie di Firenze e della Toscana, trionfi, battaglie e stemmi medicei, dopo che l'originale andò distrutta.

Unica in Italia, con ben cinque opere dell'indiscusso maestro del Rinascimento tedesco Albrecht Dürer, compresa la famosa Adorazione dei Magi del 1504, la sala 20 ha un soffitto affrescato con grottesche originali del '500 e con vedute di Firenze aggiunte nel '700.


© Foto D'Arte Firenze

Le sale 21, 22 e 23 sono dedicate rispettivamente alla pittura veneta, rappresentata magnificamente dal capolavoro di Giovanni Bellini l'Allegoria Sacra, alla scuola fiamminga e ai maestri del nord-Italia Mantegna (col trittico  proveniente dal Palazzo Ducale di Mantova) e Correggio, presente con opere di grande originalità come l'Adorazione del Bambino. Gli affreschi di queste tre sale sono opera di Ludovico Buti: la sala 21 reca decorazioni a grottesche e scene di battaglie con interessanti figure di indiani e animali del Nuovo Mondo; motivi bellici anche nella sala 22, mentre nella sala 23, utilizzata in passato come armeria, sono raffigurate officine per la produzione di armi, polvere da sparo e modelli di fortezze.


© Foto D'Arte Firenze

L'opera di rinnovamento ha restituito a queste sale il pregio di essere degli autentici scrigni per tesori artistici di inestimabile valore ed ha ridonato slancio prospettico a tutta l'ala est della Galleria, fra la Tribuna e l'affaccio sull'Arno.


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria degli Uffizi 


 

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, la mostra "Tiepolo: i colori del disegno", allestita nella prestigiosa sede dei Musei Capitolini, offre la straordinaria opportunità di conoscere una delle personalità più carismatiche sulla scena dell'arte figurativa del Settecento europeo.


Un'accurata selezione di novanta opere grafiche e sette dipinti di Giambattista Tiepolo, provenienti da istituzioni museali, fondazioni e collezioni private, riuniti per la prima volta nella Capitale, ripercorre in maniera organica l'evoluzione e gli esiti pittorici del linguaggio grafico del grande artista veneziano, svelandone e omaggiandone la natura multiforme.

La visione pittorica del Tiepolo, infatti, trovò il suo momento fondante nel disegno, aspetto che lo vide esprimersi come geniale e fecondissimo artefice e la cui valenza progettuale, di studio e di analisi compositiva consentì all'artista di organizzare la diversificata attività della sua bottega familiare, con il coinvolgimento dei figli Giandomenico e Lorenzo, in quello che fu l'ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier d'arte. 

L’esposizione, curata da Giorgio Marini, vicedirettore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in collaborazione  con Massimo FavillaRuggero Rugolo, tra l'altro, ha il pregio di affiancare ad opere più conosciute, provenienti in gran parte dal ricco fondo Sartorio dei Musei Civici di Trieste, una scelta di disegni assai meno noti per non essere stati esposti nell'ultimo mezzo secolo, provenienti dalle collezioni riunite nel secondo Ottocento a Firenze dagli studiosi Herbert Percy Horne e Stefano Bardini, oggi conservate negli omonimi musei fiorentini.

Di queste opere di provenienza fiorentina, Foto D'Arte Firenze ha realizzato le immagini destinate al catalogo ufficiale della mostra edito da Campisano Editore

Un incarico di prestigio che si è tradotto nell'impagabile privilegio di poter ammirare da vicino una parte, seppur piccola, dell'impressionante e variegata produzione artistica di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Museo Stefano Bardini e Museo Horne, Firenze


Di seguito, i link ad alcune pagine che parlano della mostra 

Musei Capitolini | mostre ed eventi | Tiepolo: i colori del disegno

adnkronos | Cultura | Roma svela i colori di Tiepolo

L'Huffington Post | Giambattista Tiepolo, 90 disegni in mostra a Roma

La Stampa | Cultura | Arte | In mostra a Roma le opere grafiche dei Tiepolo


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Pubblicato in Eventi

Fra le molteplici campagne fotografiche che abbiamo condotto in questi anni, il recente incarico per la digitalizzazione dei Disegni di Architettura (grandi formati) conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (GDSU) merita senza dubbio una menzione particolare per tecnologie e procedure di lavoro adottate.

  GDSU n.inv.755 Architettura                                                              © Foto D'Arte Firenze

Il progetto, realizzato per conto della Humboldt-Universität zu Berlin Institut für Kunst-und-Bildgeschichte/CENSUS (con la quale prosegue per il quarto anno consecutivo la nostra collaborazione), ha avuto come finalità la creazione di copie digitali raster in scala 1:1 e in altissima risoluzione di pergamene, stampe e incisioni recanti disegni di architettura eseguiti da alcuni fra i più grandi architetti attivi fra il XV e il XVI secolo: 

- il Bramante, architetto e pittore tra i più influenti del Rinascimento, attivo prima a Milano e poi a Roma, dove progettò la Basilica di San Pietro, fu il principale interprete del passaggio al Classicismo Cinquecentesco, tanto da meritarsi la definizione di "inventor e luce della buona e vera Architettura";

- Giuliano da Sangallo, architetto, ingegnere e scultore, fra i migliori successori del Brunelleschi, fu l'architetto prediletto di Lorenzo il Magnifico, progettista di opere di riferimento nello studio delle linee dell'architettura rinascimentale, nonché innovatore nell'ambito dell'ingegneria militare;

Antonio da Sangallo il Giovane, architetto attivo nel Rinascimento e nel Manierismo, progettista di Palazzo Baldassini e di Palazzo Farnese a Roma, considerati modelli di riferimento per l'architettura dei palazzi signorili fino alle soglie del Seicento;

- Giovanni Battista da Sangallo, fratello minore del più famoso Antonio, per il quale si occupò di effettuare misurazioni e rilevamenti in numerosi progetti, pioniere di una tecnica di illustrazione dei progetti più tardi adottata dal circolo di Raffaello;

- Baldassarre Peruzzi, architetto, pittore, scenografo e ingegnere militare, considerato dai suoi contemporanei, fra i quali VasariPalladio, uno dei maggiori artisti del XVI secolo, capace di incidere sullo sviluppo delle arti in moltissimi settori;

- Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio di Baldassarre, attivo a Roma, dove progettò l'entrata nobile di Castel Sant'Angelo e diresse i lavori di costruzione del Ghetto Ebraico, prima di trasferirsi a Vienna, dove lavorò come ingegnere ed architetto per l'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano II d'Asburgo

Per ciascuno dei disegni da riprodurre, abbiamo curato sia la fase di acquisizione che quella di post-produzione, operando in conformità alle specifiche illustrate dettagliatamente nei "Quaderni di studio 04 - Digitalizzazione di beni artistici e documentari" (vedi allegato), volte a garantire una qualità aderente agli attuali standard internazionali per la riproduzione fedele ed accurata di opere d'arte.


La natura delle opere da riprodurre e la necessità di rispettare i suddetti standard qualitativi hanno pertanto richiesto l'impiego di un sistema di acquisizione (sorgente di luce, apparato di ripresa e strumenti di Color Management) tecnologicamente all'avanguardia, con caratteristiche prestazionali in grado di restituire, con la massima fedeltà cromatica, immagini con una densità di campionamento di 300ppi.

Per illuminare il set di ripresa abbiamo utilizzato lampade a luce giornoconosciuta anche come luce HMI, considerata la più adatta per le riprese digitali. Rispetto alla luce al tungsteno, infatti, la luce giorno presenta diversi vantaggi, sia in termini di resa luminosa che di resa cromatica: è priva di "sfarfallio", elemento che crea non pochi problemi all'immagine digitale, garantisce 2 stop di luce in più ed essendo perfettamente calibrata a 5000/6000°K consente di ottenere immagini più "pulite" ed istogrammi con una resa più corposa in tutto lo spettro cromatico, aspetto che la rende praticamente indispensabile quando si vuole ottenere la massima fedeltà dei colori nelle immagini.


Per l'apparato di ripresa ci siamo affidati alla qualità della Hasselblad H3DII-39MS, che, unendo i vantaggi della tecnologia multishot alle funzionalità della H3DII-39 combinate con le ottiche Carl Zeissrappresenta il massimo in termini di flessibilità, offrendo immagini estremamente dettagliate e prive di interferenza. Il suo sensore Kodak da 39 Mpx di 36 x 48 mm (due volte le dimensioni fisiche dei più grandi sensori DSLR da 35 mm), ci ha permesso di riprodurre, in un unico fotogramma, opere della dimensione massima di circa 60 x 45 cm a 300ppi, conformemente al calcolo matematico illustrato di seguito:

 

Per opere di dimensioni maggiori, quindi, è stato necessario aggiungere un ulteriore step al flusso di lavoro, fotografando separatamente porzioni di documento della dimensione massima di 60 x 45 cm e ricomponendo poi i singoli fotogrammi in un'unica immagine tramite mosaicatura (photo stitching).


Per garantire la corretta consistenza cromatica delle immagini acquisite nel loro passaggio attraverso diversi dispositivi di visualizzazione, abbiamo quindi sottoposto le immagini ad un'analisi di corrispondenza colorimetrica attraverso tabelle di colore standard, lavorando su monitor opportunamente calibrati e profilati.


Il processo di elaborazione, eseguito sfruttando la potenza di calcolo di piattaforme Apple, ha prodotto immagini digitali con una media di 10000 pixel di lato lungo (per arrivare in alcuni casi alle ragguardevoli dimensioni di 23000 x 8200px), ed un peso medio dell'ordine di 1GB a 16bit colore, salvate in formato TIFF non compresso  e accompagnate ciascuna da una serie di file guida XML contenenti i metadati necessari per l'archiviazione e la consultazione dell'archivio digitale.

 

A sinistra, copia digitale GDSU n.inv. 6730A di dimensioni 5374x10798 pixel e peso 332MB. A destra, dettaglio in scala 1:1 dell'immagine

Campagne fotografiche come quella descritta sono emblematiche nel mostrare come la Fotografia d'Arte sia un mestiere altamente impegnativo e specializzato, che richiede spesso un approccio "scientifico", una solida preparazione tecnica ed una consolidata esperienza a contatto con le opere. Per questo desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento nei confronti del Census di Berlino e del GDSU per averci assegnato un incarico così gratificante ed averci messo nelle condizioni ideali per portarlo a termine nel migliore dei modi, augurandoci, per il futuro, di poter di nuovo collaborare con questi importanti Istituti in progetti altrettanto prestigiosi.

 


Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze @ Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 


 

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Se oggi Firenze può esibire molti dei capolavori artistici che hanno contribuito a renderla celebre in tutto il mondo, il merito è della determinazione e della lungimiranza politica di una donna, Anna Maria Luisa de' Medici. Fu lei, infatti, ultima discendente del ramo granducale mediceo, a fare in modo che l'immenso patrimonio artistico e librario accumulato nei secoli dalla sua famiglia rimanesse a Firenze dopo la morte del fratello Gian Gastone, ultimo erede della dinastia. 

Figlia terzogenita del Granduca Cosimo III e della Principessa Margherita Luisa d'Orléans, Anna Maria divenne Elettrice Palatina in seguito alle nozze con Johann Wilhelm von Pfalz Neuburg, Principe Elettore del Palatinato. Rimasta vedova, fece ritorno a Firenze, dove nel 1737, anno della morte del fratello, stipulò coi Lorena il famoso "Patto di famiglia", col quale il potente casato si impegnava ad esercitare il suo diritto ereditario sul Granducato di Toscana garantendo però la permanenza delle opere d'arte dei Medici nella loro città e nel loro Stato.

A 270 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1743, Firenze ha voluto rendere un doveroso omaggio a questa donna e al suo amore per la città con una mostra dal titolo "Arte e Politica. L'Elettrice Palatina e l'ultima stagione della committenza medicea in San Lorenzo", che ne ripercorre le fasi cruciali della vita, con particolare attenzione agli anni del suo impegno per l'arte e per la politica fiorentine, che le valsero l'appellativo di "Principessa Saggia".

La mostra, allestita presso il Museo delle Cappelle Medicee e inaugurata l'8 aprile 2014, si articola in 5 sezioni, presentando al pubblico anche le rarità emerse da nuove ricerche e i risultati dei recenti interventi di risanamento della sepoltura e di restauro di parte dell'importante corredo funebre della Principessa. Si parte da L’infanzia e gli anni giovanili al Poggio Imperiale per poi passare a La giovinezza e il matrimonio, dove spicca la celebre "Allegoria degli Elettori palatini come protettori delle Arti", di Bartolomeo Van Douven; quindi Il rientro a Firenze e l’impegno per la chiesa di famiglia, nucleo centrale dell'esposizione e infine La morte, con incisioni e pubblicazioni dell’epoca ed oggetti rinvenuti nella tomba, fra i quali due medaglie d’oro, due monete e la targa dedicatoria, mai esposti in pubblico prima d'ora.

Con la sua campagna fotografica, Foto D'Arte Firenze ha contribuito ad illustrare il catalogo della mostra, edito da Sillabe e curato da Monica Bietti, curatrice anche dell'esposizione. Per noi un incarico prestigioso ed un'esperienza densa di significato, che valorizza il nostro impegno al servizio dell'arte fiorentina attraverso la celebrazione di una personalità a cui Firenze sarà sempre riconoscente.

A seguire, alcuni link a pagine con aneddoti storici e informazioni sull'evento e il video di RepubblicaTV. In allegato, un estratto del catalogo tratto dal sito di Sillabe Editore.

Polo Museale Fiorentino | Mostre - Arte e Politica. L'Elettrice Palatina e l'ultima stagione della committenza medicea in San Lorenzo

La Nazione Firenze | Cultura - Una mostra in onore dell'Elettrice Palatina

Arte e Arti Megazine | La Principessa Saggia. L'Elettrice Palatina e il Patto di famiglia 


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze 
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