Simone Baroncelli

Simone Baroncelli

Non c'è dubbio che, a fronte di una lunga fase di avvicinamento dedicata ai preparativi e a questioni organizzative, il giorno del matrimonio scivoli via rapidamente in un frenetico susseguirsi di attimi che alla fine, inevitabilmente, lasciano agli sposi la sensazione che il tempo sia volato.


Alla fine della giornata, quando l'emozione lascia il passo alla stanchezza e alla felicità, rimane il ricordo di ogni singolo palpito, di ogni singolo fremito che ha accompagnato i momenti più significativi delle nozze: l'attesa dello sposo, l'ingresso in chiesa della sposa, lo scambio delle fedi, l'abbraccio con l'amico o l'amica d'infanzia, i momenti di collettività festosa. 

Ma sono tanti anche quei frangenti che sfuggono agli occhi dei protagonisti, quelli vissuti attorno a loro e per loro, quelli che completano il cerimoniale contribuendo a ritmare il racconto del giorno che segnerà per sempre la loro vita: lo sguardo commosso dei genitori, quello distratto del bambino, colto nella sua estraneità partecipe, e poi un momento che non manca mai, quello del divertissement, l'attimo in cui succede qualcosa di buffo e inaspettato.


Il compito del fotografo è quello di cogliere e dilatare tutti questi frangenti, fissandoli in istantanee da consegnare alle future generazioni della nuova famiglia, ma anche ai genitori, ai parenti e agli amici immortalati, come ricordi tangibili di una gioia condivisa in un giorno di festa.

Ma se uno scatto deve portare con sé la suggestione di un istante, affinché l'istante duri nel tempo è necessario saperlo confezionare non solo nel momento in cui lo si coglie, ma anche e soprattutto nella fase in cui lo si fa rivivere. E  niente come una scatola dei ricordi può aiutare a conservare e a trasmettere le emozioni e le sensazioni di un giorno così speciale. 

Per questo Foto D'Arte Firenze pone da sempre molta cura nella presentazione delle proprie immagini di matrimonio, privilegiando soluzioni di qualità che esaltano e completano le stampe, con uno stile elegante ed esclusivo abbinato a materiali di prima scelta destinati a resistere negli anni. La vostra scatola dei ricordi diventa così un'opera d'arte, uno scrigno dove ogni scatto è un pensiero scolpito per sempre nella memoria.

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Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi

Anche per noi che ne abbiamo fatto una professione, la fotografia rimane prima di tutto una passione. Il nostro è un mestiere affascinante, che offre innumerevoli stimoli, ma come ogni attività ha bisogno di crescere e di alimentarsi attraverso il confronto e la condivisione. Per questo noi crediamo che la passione che anima il nostro lavoro sia tanto più autentica quanto più si è capaci di trasmetterla e di condividerla. Da questa ferma convinzione, più o meno tre anni fa, è nata l'idea di dedicarci all'insegnamento, organizzando corsi base di fotografia.


In poco tempo, l'impegno e l'entusiasmo con cui ci siamo calati in questa nuova esperienza didattica sono stati premiati con un numero di adesioni tale da far diventare le nostre lezioni un vero e proprio luogo di aggregazione per moltissimi appassionati. Sulla scia di questi risultati, assieme ad un gruppo di allievi motivati e talentuosi, un anno e mezzo fa abbiamo deciso di costituire l'associazione FOTO D'ARTE Lab, concepita come un laboratorio aperto a chiunque voglia praticare e diffondere la cultura della fotografia e della comunicazione attraverso le immagini. 


Per i neofiti, l'associazione organizza corsi di fotografia e di postproduzione digitale articolati in sessioni teoriche e pratiche, dove gli allievi, seguiti da noi docenti e affiancati da alcuni tutor, possono apprendere le nozioni e le tecniche fotografiche di base e verificarle 'sul campo' attraverso numerose opportunità di scatto.

Per i più esperti, FOTO D'ARTE Lab organizza workshop avanzati con fotografi professionisti, anche di calibro nazionale, dove i partecipanti possono approfondire le proprie conoscenze su singoli aspetti ed ambiti specifici della fotografia, con la possibilità di finalizzare ogni esperienza attraverso la stampa fine art o l'esposizione dei propri scatti in mostre allestite in location esclusive.


Ultima in ordine di tempo, la mostra sul tema "Uomo e Arte", in programma nei giorni 26, 27 e 28 giugno 2014 sotto le logge di Piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno nell'ambito del Rainbow Festival, con gli scatti realizzati dagli allievi del workshop di Reportage Fotografico e Street Photography tenuto dal fotografo e direttore della fotografia Vittorio Daniele, giunto appositamente da Roma.

Tante dunque le opportunità formative offerte da un'associazione giovane, ma già ben strutturata e con ancora ampi margini di crescita, alla quale Foto D'Arte Firenze continua a dedicare tempo e risorse, nella viva convinzione che il talento e la passione per la fotografia debbano trovare uno spazio adeguato in cui poter essere promossi e coltivati.

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Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ FOTO D'ARTE Lab

Con l'estate ormai alle porte, la stagione dei Fiori D'Arancio entra nel vivo e per le future coppie di sposi, la scelta dell'album fotografico di nozze è un momento importante tanto quanto la scelta delle fotografie. L'album è un'esperienza sensoriale: l'odore, i colori e la consistenza dei materiali regalano una miscela emozionante di sensazioni che aiutano a fissare i ricordi.

Per questo Foto D'Arte Firenze pone da sempre un'attenzione scrupolosa nelle sue proposte, caratterizzate dalla ricerca continua della sintesi perfetta fra gusto contemporaneo e pensiero artigianale.


In nome di questo equilibrio, offriamo alle coppie di sposi una varietà di wedding book dal design raffinato ed esclusivo, disponibili in forma di album tradizionali e photobook e realizzati con una cura inconfondibile dei dettagli utilizzando 29 tipi di ecopelli in 3 finiture, 6 tipi di sete shantung, 5 tipi di tele, lino e persino ceramiche artigianali italiane, con la possibilità di abbinare a tutte le collezioni un easy book per genitori, testimoni e amici. 


Ampia e ricca la scelta di soluzioni per la stampa: per il photobook è possibile scegliere fra stampa fotografica professionale realizzata su 4 tipi di superficie e stampa Fine Art su carta cotone; nell'album tradizionale, le stampe sono allestite su cartoncini pregiati dai colori sobri, volutamente minimal per esaltare il ritmo del racconto fotografico. 

 

Massima attenzione e cura anche nelle proposte di packaging, per presentare in modo creativo il proprio wedding book in esclusivi contenitori che integrano e valorizzano un'offerta completa e strutturata, sempre frutto di una riflessione o di un pensiero.


Il tutto ispirato ad uno stile che Foto D'Arte Firenze ha fatto proprio nella presentazione delle sue immagini, uno stile che, privilegiando un'idea di sobrietà ed eleganza naturale, dia al racconto fotografico il ritmo eterno ed il fascino immoto e senza tempo di un libro d'Arte, capace di sopravvivere all'avvicendarsi delle mode per consegnarsi definitivamente agli anni futuri.

Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi

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Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze

A pochi chilometri da Terni, in un'area ricca di storia e di bellezze naturali, sorge l'antico borgo medievale di Amelia. Inserito perfettamente nel contesto fiabesco delle verdissime colline umbre, fra possenti mura poligonali che nemmeno Federico Barbarossa riuscì a violare, questo luogo offre ai visitatori l'esperienza di un viaggio nel tempo. 

Dal 7 giugno al 6 settembre, chiunque desideri compiere questo viaggio avrà un motivo in più per farlo. In occasione del 500° anniversario della sua costruzione, infatti, Palazzo Farrattini, autentico manifesto di bellezza rinascimentale ad Amelia, farà da scenario ad una mostra e ad una serie di eventi volti a riscoprire il valore storico ed architettonico di questo edificio.

Realizzato su disegno dell'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, su commissione del vescovo Bartolomeo II Farrattini, Prefetto della Basilica di San Pietro, il palazzo fu salutato fin da subito come un capolavoro dai contemporanei, tanto che anche il Vasari ne parla nel suo celebre trattato "Le Vite". Oggi è utilizzato come Residenza d'Epoca, mantenendo intatto il suo fascino, grazie ai suoi pavimenti originali, agli affreschi ed ai suoi magnifici soffitti a cassettoni.

Per l'intera durata delle celebrazioni del cinquecentenario, il palazzo rimarrà aperto al pubblico con visite guidate e percorsi a tema allestiti nei suoi suggestivi saloni. Nell'atrio, un'esposizione di manifesti, ordinanze e quotidiani su Amelia, provenienti dall'archivio privato del palazzo, racconteranno la quotidianità della società amerina. Nel sontuoso Salone del Sangallo, attraverso una raccolta di ritratti, di alberi genealogici dei vari rami della famiglia, riuniti insieme per la prima volta, e di documenti provenienti dall'Archivio di Stato di Terni, verrà ricostruita la storia dei Farrattini e dell'edificio. Spazio anche al racconto della genesi dell'opera, con l'esposizione di tesi di laurea e ricerche sul progetto originale (oggi conservato negli archivi degli Uffizi a Firenze) e sulle diverse fasi di costruzione.


© Foto D'Arte Firenze

Noi di Foto D'Arte Firenze, con le nostre immagini, abbiamo contribuito ad illustrare la pubblicazione del catalogo del Palazzo che accompagna questa importante ricorrenza. Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo ad Ettore Farrattini per l'invito all'inaugurazione della mostra, ma soprattutto per l'accoglienza e la disponibilità mostrate durante il nostro lavoro e per la straordinaria opportunità che ci ha permesso di approfondire la conoscenza di un luogo meraviglioso, testimonianza architettonica fra le più rappresentative del Rinascimento.

Una selezione di immagini realizzate per la pubblicazione

 

© Foto D'Arte Firenze

A seguire, i link al sito ufficiale del Palazzo e alla pagina con il programma completo della celebrazione:

Palazzo Farrattini

Cinquecento anni di Palazzo Farrattini

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Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Palazzo Farrattini, Via Farrattini 52, Amelia (TR)

Con una mostra monografica allestita nel magnifico scenario della Galleria Palatina in Palazzo Pitti, quinto appuntamento dell'edizione 2014 della rassegna Un Anno ad Arte, Firenze rende onore al pittore Jacopo Ligozzi, artista del Rinascimento maturo che si fece apprezzare per la sua versatilità.

Nato a Verona nel 1549, figlio di Giovanni Ermanno, anch'egli pittore, il Ligozzi si fece notare a Venezia per i suoi mirabili dipinti sul mondo animale, per poi trascorrere il resto della sua vita a Firenze, dove lavorò come disegnatore di naturalia presso la corte medicea del Granduca Francesco I, appassionato di scienze e d'alchimia, e dove si distinse anche come pittore di storia, in occasione dell’allestimento dei grandi dipinti su lavagna sulle pareti del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.

La mostra, curata da Alessandro Cecchi, Lucilla Conigliello e Marzia Faietti con la collaborazione di Anna Bisceglia e Giorgio Marini, come il catalogo edito da Sillabe, si propone di presentare per la prima volta, in modo organico, la complessa produzione artistica del pittore, dalla quale emerge la figura di un attento osservatore della natura e dell'uomo, che seppe aprirsi alla frequentazione di svariati generi pittorici mantenendo un delicato equilibrio fra vicenda umana e divina.

Attraverso un percorso articolato in due sezioni tematiche, ad evidenziare il carattere poliedrico dell'esperienza pittorica del Ligozzi, il visitatore potrà ammirare più di cento opere, con prestigiosi prestiti dal Metropolitan Museum di New York, dal British Museum di Londra, dall'Albertina di Vienna  e dal Musée du Louvre. La prima sezione è dedicata al primo periodo della committenza medicea, con una selezione di tavole a soggetto naturalistico provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, e al periodo immediatamente successivo del Ligozzi ritrattista, nel quale spiccano il ritratto femminile di Virginia de' Medici, oggi agli Uffizi, e il Ritratto di Margherita Gonzaga, dal Museo Nacional di Lisbona. Spazio anche al tema delle "allegorie morali" e della "vanitas", assai ricorrenti nella vicenda artistica del pittore veronese, con la significativa presenza di opere come l’Avarizia, dal Metropolitan Museum di New York, e con soggetti di grande originalità ed impatto emotivo. Chiude la mostra la sezione che esplora il tema religioso, verso il quale il Ligozzi si mostrò sempre sensibile, con opere come il Martirio dei Quattro Santi Coronati di Ravenna ed il San Giacinto in adorazione della Vergine col Bambino, da Palazzo Mansi (Lucca).

L'esposizione è stata inaugurata il 26 maggio con una presentazione tenutasi nella suggestiva Sala Bianca di Palazzo Pitti, alla quale noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo avuto il piacere di essere invitati, avendo contribuito con le nostre immagini ad illustrare il catalogo. Con una campagna fotografica resa impegnativa dalla collocazione critica di alcune delle opere che abbiamo ritratto, siamo onorati di aver potuto mettere la nostra esperienza al servizio di un progetto ambizioso, che siamo convinti saprà restituire al lavoro di questo artista il riconoscimento che merita.

A seguire alcuni link a pagine con notizie approfondite sulla mostra:

Un Anno ad Arte 2014 | Ligozzi

Polo Museale Fiorentino | Mostre - Jacopo Ligozzi "Pittore Universalissimo"

La Repubblica Firenze | Arte: Firenze, prima monografica dedicata al pittore Jacopo Ligozzi

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In occasione di questa importante mostra inauguriamo sulle pagine del nostro Blog il servizio di NEWSLETTER per offrirVi periodicamente tramite email aggiornamenti in "tempo reale" riguardanti notizie, curiosità ed informazioni su mostre, eventi ed altre iniziative legate al mondo dell'arte e non solo.

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Se oggi Firenze può esibire molti dei capolavori artistici che hanno contribuito a renderla celebre in tutto il mondo, il merito è della determinazione e della lungimiranza politica di una donna, Anna Maria Luisa de' Medici. Fu lei, infatti, ultima discendente del ramo granducale mediceo, a fare in modo che l'immenso patrimonio artistico e librario accumulato nei secoli dalla sua famiglia rimanesse a Firenze dopo la morte del fratello Gian Gastone, ultimo erede della dinastia. 

Figlia terzogenita del Granduca Cosimo III e della Principessa Margherita Luisa d'Orléans, Anna Maria divenne Elettrice Palatina in seguito alle nozze con Johann Wilhelm von Pfalz Neuburg, Principe Elettore del Palatinato. Rimasta vedova, fece ritorno a Firenze, dove nel 1737, anno della morte del fratello, stipulò coi Lorena il famoso "Patto di famiglia", col quale il potente casato si impegnava ad esercitare il suo diritto ereditario sul Granducato di Toscana garantendo però la permanenza delle opere d'arte dei Medici nella loro città e nel loro Stato.

A 270 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1743, Firenze ha voluto rendere un doveroso omaggio a questa donna e al suo amore per la città con una mostra dal titolo "Arte e Politica. L'Elettrice Palatina e l'ultima stagione della committenza medicea in San Lorenzo", che ne ripercorre le fasi cruciali della vita, con particolare attenzione agli anni del suo impegno per l'arte e per la politica fiorentine, che le valsero l'appellativo di "Principessa Saggia".

La mostra, allestita presso il Museo delle Cappelle Medicee e inaugurata l'8 aprile 2014, si articola in 5 sezioni, presentando al pubblico anche le rarità emerse da nuove ricerche e i risultati dei recenti interventi di risanamento della sepoltura e di restauro di parte dell'importante corredo funebre della Principessa. Si parte da L’infanzia e gli anni giovanili al Poggio Imperiale per poi passare a La giovinezza e il matrimonio, dove spicca la celebre "Allegoria degli Elettori palatini come protettori delle Arti", di Bartolomeo Van Douven; quindi Il rientro a Firenze e l’impegno per la chiesa di famiglia, nucleo centrale dell'esposizione e infine La morte, con incisioni e pubblicazioni dell’epoca ed oggetti rinvenuti nella tomba, fra i quali due medaglie d’oro, due monete e la targa dedicatoria, mai esposti in pubblico prima d'ora.

Con la sua campagna fotografica, Foto D'Arte Firenze ha contribuito ad illustrare il catalogo della mostra, edito da Sillabe e curato da Monica Bietti, curatrice anche dell'esposizione. Per noi un incarico prestigioso ed un'esperienza densa di significato, che valorizza il nostro impegno al servizio dell'arte fiorentina attraverso la celebrazione di una personalità a cui Firenze sarà sempre riconoscente.

A seguire, alcuni link a pagine con aneddoti storici e informazioni sull'evento e il video di RepubblicaTV. In allegato, un estratto del catalogo tratto dal sito di Sillabe Editore.

Polo Museale Fiorentino | Mostre - Arte e Politica. L'Elettrice Palatina e l'ultima stagione della committenza medicea in San Lorenzo

La Nazione Firenze | Cultura - Una mostra in onore dell'Elettrice Palatina

Arte e Arti Megazine | La Principessa Saggia. L'Elettrice Palatina e il Patto di famiglia 


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze 

Importante iniziativa didattica quella ideata da due insegnanti di Storia dell'Arte del Liceo "Leonardo Da Vinci" di Firenze, Lucia Betti e Antonella Borgognoni, col patrocinio delle Soprintendenze (Polo Museale e Territorio), dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dell'Osservatorio dei Mestieri d'Arte (OMA) dell’Ente Cassa e della Parrocchia di S. Felice in Piazza: cento ragazzi delle classi terze e quarte, guidati da professionisti del settore, hanno potuto apprendere le prime nozioni dell'arte del restauro pittorico.

Il progetto è stato presentato il 5 marzo 2012 all'Auditorium dell'Ente Cassa, alla presenza del direttore Renato Gordini, del Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, della Soprintendente per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per Firenze, Pistoia e Prato Alessandra Marino, del Dirigente scolastico del Liceo "da Vinci" Donatella Frilli e si è svolto nell'arco di sei lezioni-laboratorio. 


© Foto D'Arte Firenze

Gli studenti, suddivisi in gruppi, sotto la guida dei restauratori Sabrina Cassi e Gianmaria Scenini assistiti dal chimico Umberto Mazza di Phase Restauro S.r.l., ditta che ha fornito i prodotti per l'intervento, hanno lavorato su quattro antiche tele: "San Giorgio e il drago", di autore ignoto del XIX secolo, proveniente dal Convento dell’Abbazia di Vallombrosa, "La Deposizione nel sepolcro", di scuola toscana del XVII secolo, di proprietà dell'Ente Cassa, "Ufficiale", di autore ignoto del XIX secolo, dalla Casa parrocchiale di San Felice in Piazza a Firenze e "La Maddalena", della scuola settecentesca di Guido Reni, proveniente dai Depositi degli Uffizi. Quest'ultimo dipinto, dopo il restauro, è approdato addirittura nello Studio della Presidenza della Camera dei Deputati.

© Foto D'arte Firenze

Noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo avuto il piacere di partecipare all'iniziativa in qualità di docenti, curando la campagna fotografica di documentazione degli interventi di restauro. Nell'arco dei vari incontri, abbiamo introdotto gli allievi all'utilizzo della fotografia come strumento di indagine diagnostica nell'ambito della Conservazione dei Beni Culturali, così come vuole il protocollo della Soprintendenza, soffermandoci in maniera particolare sull'importanza del lavoro di documentazione visiva a supporto dell'attività del restauratore. E' stata per noi un'esperienza estremamente coinvolgente e stimolante sostenuta dall'entusiasmo e dalla curiosità dei giovanii studenti ai quali ci auguriamo di aver offerto spunti utili alla loro futura formazione.

Alcuni scatti di backstage

 

© Foto D'Arte Firenze

Di seguito, alcuni link a pagine che parlano dell'iniziativa:

Osservatorio dei Mestieri d'Arte | Eventi e News - Al via il progetto "Restauro in diretta": 100 studenti "recuperano" quattro antichi dipinti

Osservatorio dei Mestieri d'Arte | Eventi - Il progetto "Restauro in diretta" approda alla Presidenza della Camera

Ente Cassa di Risparmio di Firenze | Blog - Progetto "Restauro in diretta": sei lezioni laboratorio su tele messe a disposizione da Soprintendenze, Ente Cassa di Risparmio, Parrocchia di San Felice

La Nazione Firenze | Cronaca - Progetto "Restauro in diretta". Cento studenti al lavoro coadiuvati da restauratori ed assistenti


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Progetto Scuola 'Restauro in diretta'

Situata nel cuore storico di Firenze, all'interno del complesso edilizio di San Lorenzo, con i suoi 11000 manoscritti e i suoi 2500 papiri egizi la Biblioteca Medicea Laurenziana custodisce un tesoro librario unico al mondo per importanza filologica e artistica, che riflette, in particolare, alcune delle tappe fondamentali della storia del Rinascimento fiorentino.

In seguito ad interventi di ammodernamento, che videro impegnato anche Filippo Brunelleschi, la struttura fu destinata ad ospitare il patrimonio di manoscritti della famiglia medicea e l'ascesa al soglio pontificio di Giulio de' Medici (Clemente VII) diede impulso all'idea maturata in precedenza da Lorenzo il Magnifico di trasformare i locali in una biblioteca pubblica. Il nuovo papa affidò il progetto a Michelangelo Buonarroti, che riorganizzò abilmente gli spazi ricavando una vasta sala di lettura ed un secondo locale di consultazione. 

I lavori si interruppero con la partenza di Michelangelo da Firenze e la morte improvvisa dell'illustre committente, per poi riprendere vent'anni più tardi grazie al granduca Cosimo I, che fece inaugurare la biblioteca nel 1571, dopo aver trasformato l'originaria sala di lettura michelangiolesca in un elegante vestibolo d'ingresso a sviluppo verticale, con una mirabile scalinata realizzata in pietra serena dallo scultore Bartolomeo Ammannati su disegno dello stesso Buonarroti.

Quella che doveva essere la sala secondaria costituisce invece l'attuale sala di lettura, caratterizzata da un lungo corridoio fra due file di banchi, detti plutei, aventi funzione di leggio e custodia e illuminati da un mirabile ciclo di vetrate recanti i simboli dell'araldica medicea in un tripudio di motivi a grottesca, armi, emblemi e putti alati, riferibili probabilmente a maestranze fiamminghe su disegno di Giorgio Vasari

Realizzate per ultime, queste vetrate hanno subito in passato diversi restauri. L'ultimo intervento, avviato nel 2003 per l'aggravarsi della situazione conservativa, è stato realizzato grazie all'Opificio delle Pietre Dure, antico Istituto fiorentino nato sotto il patrocinio di Ferdinando I de' Medici.

Essendo stati inseriti nell'elenco 2013 di Operatori Economici per servizi di documentazione fotografica di Beni Culturali, noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo potuto seguire le delicate fasi di restauro, che in parte hanno richiesto il trasferimento delle vetrate all'interno del laboratorio dell'Opificio. Un'esperienza per noi "esclusiva" ed estremamente affascinante, vissuta al fianco del direttore dei lavori Rosanna Moradei e del restauratore Daniele Angellotto e che ci ha permesso di osservare da vicino la rinascita di questi autentici capolavori dell'arte vetraria, cornice perfetta di un luogo che ancora oggi, a distanza di secoli, rimane uno dei poli artistico-culturali più importanti al mondo.


Vetrata n.18 prima e dopo l'intervento di restauro © Foto D'Arte Firenze

Di seguito il link con la presentazione ed i dettagli dei lavori:

Biblioteca Medicea Laurenziana | Restauro del ciclo di vetrate

Opificio delle Pietre Dure (OPD) - Ciclo di vetrate del Salone di Michelangelo


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Biblioteca Medicea Laurenziana | Piazza S.Lorenzo, 9 Firenze

A Fonterutoli in Castellina in Chianti, nella splendida campagna senese, ogni giorno vive e si rinnova il rito millenario della forgiatura del ferro.

Qui, in una bottega immersa fra vitigni e uliveti, la famiglia Bernabei continua a tramandarsi, di generazione in generazione, i segreti dell'antica arte del ferro battuto, perpetuando una tradizione artigiana risalente al 1700.


© Simone Baroncelli & Foto D'Arte Firenze

Durante la sua secolare storia, con gli strumenti di lavoro passati di padre in figlio, questa famiglia ha plasmato opere di ogni tipo, da oggetti di uso quotidiano a realizzazioni artistiche più elaborate. Cancelli, testiere, ma anche cavalli, pesci, rose: da un singolo elemento in ferro, forgiato a caldo e battuto dal martello sull'incudine può nascere e prendere forma qualsiasi idea, dalla più semplice alla più complessa.


© Foto D'Arte Firenze

Oggi, la storia prosegue con Giovanni e Tommaso, che con la passione ed il talento ereditati dal padre Eugenio, onorano la tradizione artigianale di famiglia adeguandola alle esigenze tecniche e stilistiche del nostro tempo. Dalla loro fucina, oltre a prodotti come infissi e cancelli in ferro pieno, garanzia di sicurezza e durata nel tempo, escono opere di arredo interno ed esterno in stile classico e moderno, ma anche opere scultoree di pregevole concezione. Realizzazioni uniche, rigorosamente Made in Italy, alcune delle quali sono andate ad arredare importanti chalet in Svizzera, ville in America, cantine del Chianti e d'Italia.


© Foto D'Arte Firenze

Nella convinzione che una cultura così antica debba essere salvaguardata, ma anche celebrata, Giovanni e Tommaso hanno pensato di affidarne il racconto ai moderni mezzi di comunicazione, incaricando la Binergy di progettare il loro sito web (www.ferrobattutobernabei.it).

Assieme a Marco Bisi della Binergy, con cui da tempo abbiamo instaurato un rapporto di stretta collaborazione, ci hanno così accolti nella loro bottega, dove abbiamo realizzato il reportage fotografico per la parte grafica del progetto. Per noi di Foto D'Arte Firenze, un'esperienza affascinante, vissuta tra strumenti di lavoro secolari, superbe creazioni e ispirata dalle parole appassionate di Giovanni e Tommaso, nelle quali i 300 anni di epopea familiare vibrano fieri come il suono antico del martello sull'incudine, quel suono che dà la forma al ferro, dall'inizio dei secoli fino ad oggi.

 

© Foto D'Arte Firenze

 


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze & Marco Bisi | Binergy @ Ferrobattuto Bernabei - Strada Statale 7, Loc. Fonterutoli, Castellina in Chianti (Siena)

"La macchina fotografica è [...] lo strumento dell'intuito e della spontaneità" diceva il grande fotografo Henri Cartier-Bresson. E ogni tanto, ci permettiamo di aggiungere, anche della solidarietà. Ci sono infatti tutte queste componenti nella bellissima iniziativa promossa da Lettera 8, la Cooperativa Sociale di Figline Valdarno che da anni si occupa dell'inserimento dei ragazzi diversamente abili nel mondo del lavoro.

L'intuito, in questo caso, è quello di Johnny Ghinassi, che per primo ha creduto nella possibilità di coinvolgere i ragazzi della Cooperativa in un ambizioso progetto fotografico, portato avanti grazie al suo talento e al suo contagioso entusiasmo.

La spontaneità è quella dei protagonisti degli scatti, che con leggerezza e spensieratezza si sono calati perfettamente nel ruolo di modelli, facendosi immortalare durante la pratica di varie attività, da quella dello sbandieratore o dell'attore di teatro, a quella del tennista o dell'arbitro di calcio.

La solidarietà è quella dimostrata dai numerosi enti e realtà del territorio che hanno collaborato attivamente mettendo a disposizione il loro tempo ed i loro spazi: la Società Canottieri di Firenze con gli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini, l'A.S.P. Martelli, il Teatro Garibaldi, l'A.C.S.D. Figline Danza, l'emittente RTV38, il Monastero della Santa Croce, la scuola elementare Aronne Cavicchi, l'Istituto Vasari con l'Ospedale Serristoril'Associazione Volontari Ospedalieri, il Fun Tennis Figline, l'A.S.D. Giallo Blu Figline, il De Profundis Café, i Consigli Comunali di Figline e Incisa Valdarno ed il Teatro Excelsior di Reggello.

Dall'unione di questi fattori nasce il calendario dal titolo "A modo mio", a voler sottolineare, con la forza e l'immediatezza delle immagini, il modo personale con cui ognuno dei ragazzi ritratti affronta situazioni e attività quotidiane.

© Johnny Ghinassi & Foto D'Arte Firenze   

Convinti dell'efficacia della fotografia come strumento di sensibilizzazione ed utilità sociale, noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo offerto fin da subito tutto il nostro sostegno all'amico Johnny, ben lieti di aver potuto contribuire a scrivere una bella pagina di solidarietà.

A seguire, i link ad alcuni articoli che parlano dell'iniziativa ed il video realizzato negli studi televisivi di RTV38.

gonews.it | Lettera 8 presenta il suo calendario - presentazione del Calendario e inaugurazione della Mostra Fotografica in Palazzo Pretorio a Figline Valdarno

met Provincia di Firenze | Figline Valdarno - consegna del Calendario da parte dei ragazzi di Lettera 8 al Sindaco di Figline Valdarno

www.johnnyghinassi.com - il nuovo sito web di Johnny Ghinassi con i suoi nuovi progetti fotografici

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