Si sa, la tecnologia fa ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, a lavoro come a casa. Il progresso tecnologico è artefice di grandi rivoluzioni, di svolte epocali in grado di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e di pensare. Tra queste c'è sicuramente quella che ha riguardato il mondo della fotografia, la cui evoluzione sembrava aver toccato il suo apice con la pellicola e che invece ha conosciuto l'inizio di una nuova era con l'avvento del digitale.

Tra i molteplici ed indiscutibili vantaggi che il digitale ha introdotto nella fotografia, primo tra tutti la possibilità di visualizzare immediatamente uno scatto e di elaborarlo al computer risparmiandosi ore di camera oscura, c'è però un aspetto che merita una riflessione. Lo sviluppo di fotocamere digitali dagli automatismi sempre più precisi e di comparti fotografici sempre più avanzati con dispositivi mobili quali smartphone e tablet hanno definitivamente sancito la fine della fotografia come mezzo espressivo per soli professionisti o amatori. Il boom dei social network, poi, con milioni di immagini che ad ogni ora del giorno inondano la rete, ha reso lo scatto fotografico un gesto abituale, un riflesso condizionato dalla nostra quotidianità.

E' normale in questo scenario, chiedersi quale sia, oggi, il significato che diamo ad una fotografia e se questa sia diventata un prodotto usa e getta, destinata a perdersi fra le tante che si scattano in ogni occasione o che saturano un mercato in cui la qualità è subordinata alla tempestività. Noi di Foto D'Arte Firenze, che da due generazioni ci dedichiamo con passione ed entusiasmo alla fotografia, siamo convinti che il valore di un'immagine risieda nella sua unicità e che la stampa fine art sia lo strumento più idoneo per valorizzare e rendere veramente unico il gesto fotografico.

Il termine "fine art", in fotografia, identifica un processo di realizzazione di un'immagine che sintetizza tecnica e qualità, rispettando requisiti di durata nel tempo e di resa nella stampa.

Il nostro laboratorio fotografico ha affiancato, ormai da oltre quindici anni, alla tradizionale stampa Bianco/Nero in camera oscura, questo tipo di stampa (conosciuta anche col nome di stampa Giclée) utilizzando tecniche di finalizzazione dell'immagine professionali ed inchiostri e carte certificate. La scelta della carta, in particolare, ha un peso decisivo nel risultato ottenuto: ce ne sono di vario tipo, lucida, semilucida e matte, ognuno con la sua grammatura, il suo grado di brillantezza e una diversa capacità di assorbimento (carte politenate e carte cotone), per ottenere immagini più o meno morbide e contrastate.

Le tecnologie usate ed il livello di esperienza maturata ci hanno permesso di ottenere l'importante certificazione Epson Digigraphie, in virtù della quale possiamo contrassegnare le stampe con l'apposito timbro a secco di autenticazione, numerarle ed accompagnarle con il certificato di garanzia.

Grazie a questi risultati, offriamo ad artisti, appassionati di fotografia e professionisti la possibilità di elevare i propri scatti a vere e proprie opere artistiche a tiratura limitata, autenticate e destinate alla vendita o all'esposizione in gallerie, mostre o musei.

Hotel Villa La Palagina, Figline Valdarno (Firenze). Alcune delle stampe fine art da noi realizzate per l'esclusivo resort nel cuore del Chianti

Una grande opportunità, dunque, sia per il fotografo che desidera distinguersi valorizzando la propria produzione fotografica con stampe di qualità certificata, sia per il committente più esigente in cerca di un prodotto esclusivo in grado di compiacere il maggior numero di osservatori.  Questa, per noi, è la risposta migliore a quello che sembra essere, sempre di più, il vero grande limite del digitale: la riproducibilità troppo semplice e la conseguente svalutazione delle immagini.

Visita le nostra collezione di stampe fine art ordinabili in edizione limitata.


 Cristian Ceccanti & Simone Baroncelli | Fine Art Foto D'Arte Firenze


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Pubblicato in Miscellanea

Si è appena conclusa la campagna fotografica di Foto D'Arte Firenze all'interno dell'Hotel EXECUTIVE, elegante albergo del centro storico di Firenze, ospitato nell'antica residenza del Granduca di Toscana.

 

L'Hotel EXECUTIVE è un esclusivo albergo costruito all'interno di un edificio ottocentesco, la cui parte più prestigiosa è denominata "Terrazzino Reale", un tempo utilizzata dal Granduca di Toscana ed in seguito residenza nobiliare.

© Foto D'Arte Firenze 

Grazie ai recenti lavori di restauro ed ammodernamento, anche la parte più antica ed esclusiva, è stata trasformata in Hotel con le più recenti tecnologie.

L'albergo vanta una posizione favolosa in una delle strade più tranquille del centro storico del capoluogo toscano, vicino al lungarno, dietro la Basilica di Santa Maria Novella ed i tesori rinascimentali di Piazza del Duomo, gli Uffizi e lo splendido Ponte Vecchio.

CAMERE ELEGANTI

© Foto D'Arte Firenze

L'Hotel EXECUTIVE mette a disposizione dei suoi ospiti 48 camere da letto ispirate al periodo del Granducato di Toscana ma altresì dotate dei migliori servizi alberghieri di ultima generazione, come la connessione internet senza fili e la doccia idromassaggio. Camere singole, matrimoniali, doppie e triple di tipo CLASSIC e DELUXE, oltre alla Suite con vista sull'Arno e a quella del Granduca, per un soggiorno a Firenze all'insegna del lusso e della comodità.

CLASSIC e DELUXE

Le camere classic sono arredate con uno stile moderno, pareti insonorizzate e corredate di tecnologie moderne come Internet Wi-Fi e TV satellitare, Aria condizionata, mini bar, cassetta di sicurezza elettronica ed alcune dispongono di una terrazza privata.

Rispetto alle classic, le camere deluxe sono più spaziose e presentano un arredamento estremamente elegante.

SUITE vista Arno e SUITE del Granduca

Le suite dispongono dai 70 mq agli 86 mq di spazio, sono decorate con affreschi originali sul letto, hanno caminetti, balconi e pavimento in parquet di fine '700 e rappresentano le punte di diamante dell'Hotel EXECUTIVE di Firenze.

AREE COMUNI/PUBBLICHE, SALA LETTURA, BAR LOUNGE e ZONA PRESTIGIOSA DELLA RECEPTION

Grazie alle accoglienti ed eleganti aree comuni, all'ampio bar lounge e alla sala lettura l'albergo è la sistemazione ideale per trascorrere un indimenticabile soggiorno tra i tesori rinascimentali di questa città d'arte unica al mondo.

SERVIZI HOTEL

Internet Wifi gratis, American breakfast inclusa, Concierge h24, prenotazione Biglietti, visite guidate ed escursioni, Lobby Bar, Tea Corner, degustazione e vendita prodotti tipici toscani, garage convenzionato, centro congressi.

E gli amanti della buona cucina e della notte, intorno all'Hotel EXECUTIVE potranno godersi i tanti bar ed i ristoranti alla moda del centro storico di Firenze, magari assaporando una tipica bistecca alla fiorentina.

Cristian Ceccanti & Simone Baroncelli | Foto D'Arte Firenze @ HOTEL EXECUTIVE Firenze - Via Curtatone 5 - tel. 055 217451 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'occasione ci è gradita per ringraziare la proprietà e lo staff tutto per la disponibilità, professionalità e cortesia manifestate durante la nostra permanenza in Hotel per le riprese fotografiche.

Una location accogliente, comoda e ben servita che non esitiamo a consigliarvi come del resto lo dimostrano le lusinghiere recensioni dei suoi ospiti.


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Pubblicato in Miscellanea

I SEGNI NEL TEMPO. Disegni spagnoli degli Uffizi in mostra a Madrid presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Dal 12 maggio al 24 luglio 2016

Si tratta dell'esposizione che riunisce un numero significativo di disegni spagnoli della Galleria degli Uffizi organizzata congiuntamente dalla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, la Fondazione Mapfre e dal Gabinetto Disegni e Stampe di Firenze.

real academia mapfre uffizi

La mostra e la pubblicazione che l'accompagna sono il risultato di un progetto di ricerca rigorosa che ha approfondito la conoscenza della raccolta di disegni degli Uffizi, affidato dalla Fondazione Mapfre a Benito Navarrete Prieto, professore presso l'Univerisità di Alcalà ed esperto storico dell'arte.

I DISEGNI SPAGNOLI DEGLI UFFIZI


La raccolta dei disegni spagnoli degli Uffizi è una delle più importanti conservate fuori dalla Spagna, incluse quelle del Museo del Louvre, del British Museum, Kunsthalle Amburgo, Hispanic Society of America di New York e Metropolitan Museum.

Il fascino di questa collezione risiede nella presenza di esempi unici che permettono di studiare il processo creativo di artisti spagnoli dei secoli XVI e XVII e di trovare i disegni per importanti opere del patrimonio culturale spagnolo. 

L'origine della collezione è nei disegni riuniti a Madrid dal mercante fiorentino Giovanni Filippo Michelozzi (†1777) a seguito di un soggiorno intorno 1745-1746, e riflette l'apprezzamento di collezionisti italiani per il disegno Spagnolo.

Un primo blocco di questo insieme è stato acquistato dalla Galleria Reale di Firenze nel 1779, grazie alla politica di acquisizione promossa dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena (1765-1790) e al direttore collezionista della Galleria Reale degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni (1729-1808), mentre il resto è stato acquistato successivamente dallo scultore Emilio Santarelli (1801-1886) e donata nel 1866 all'istituzione fiorentina con un patrimonio straordinario per un totale di 12.704 disegni con un gesto di generosità senza precedenti. Questo ha consentito ai disegni di tornare a unirsi tra di loro.

Antonio Ciseri, Ritratto di Emilio Santarelli  - © Foto D'Arte Firenze

Per la mostra alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando sono stati selezionati centoventinove disegni, che includono un vasto tour dei più rappresentativi artisti spagnoli dei secoli XVI e XVIII, dalle eccezionali eredi della maniera italiana come Alonso Berruguete, Gaspar Becerra e Luis de Vargas, anche gli artisti più prolifici: José de Ribera, Alonso Cano, Francisco de Herrera il Giovane, Antonio del Castillo, Vicente Carducho, Juan Carreño, Francisco Rizi e Claudio Coello, culminando nella opera di Miguel Meléndez Jacinto, in cui l'impronta dei nuovi gusti estetici di Francia era evidente. La mostra presenta anche l' opportunità unica di scoprire un numero significativo di disegni completamente sconosciuti fino ad ora con altri che non erano stati oggetto di esposizione in Spagna, alcuni dei quali sono stati studiati nel 1972 da Alfonso E. Pérez Sánchez nella mostra Disegni Spagnoli celebrata a Firenze.

Risultato del lavoro di ricerca i cui risultati sono esposti nella mostra e nel catalogo che l'accompagna, che hanno richiesto più di due anni, il professor Benito Navarrete ha rivelato più di settanta nuove attribuzioni.

 

Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo a tutto il personale del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi coordinato e diretto dalla Dott.ssa Marzia Faietti grazie al quale è stato possibile realizzare nei tempi concordati l'impegnativa campagna fotografica per la digitalizzazione del cospicuo numero di disegni spagnoli conservati nei loro archivi di Firenze.

 Cristian Ceccanti | Foto D'Arte Firenze @ Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Real Academia de Bellas Artes


 

I SEGNI NEL TEMPO - Dibujos Espagnoles de los Uffizi 

La pubblicazione di alto valore scientifico e grafico, è un'opera di riferimento fondamentale per lo studio dei disegni spagnoli in generale e la conoscenza della raccolta dei disegni spagnoli degli Uffizi, in particolare perché offre una nuova visione e nuovi sviluppi sulla collezione con nuove attribuzioni. Il catalogo della mostra è stato realizzato con il fondamentale contributo di quindici prestigiosi specialisti in arte spagnola. Disponibile sul sito www.artbooks.com

Direzione Scientifica

Benito Navarrete Prieto con la collaborazione di Roberto Alonso Moral

Comitato scientifico

Marzia Faietti - direttrice Gabinetto Disegni e Stampe, Gallerie degli Uffizi Firenze

Pablo Jimenez Burillo - direttore Area Cultura Fondazione Mapfre

Giorgio Marini - vicedirettore Gabinetto Disegni e Stampe, Gallerie degli Uffizi Firenze

Alessandro Nova - direttore del Kunsthistorisches Institut Firenze

Eike D. Schmidt - direttore Gallerie degli Uffizi Firenze

Gerhard Wolf - direttore del Kunsthistorisches Institut Firenze

Coordinamento pubblicazione

Monica Fuentes Santos, Fondazione Mapfre


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Sembrava ormai irrimediabilmente perduta, dopo essere andata in frantumi a causa della caduta accidentale occorsa due anni fa durante la sua movimentazione per essere esposta ad una mostra ad Assisi dedicata al suo autore. Ma il 25 marzo, dopo un difficilissimo intervento di restauro, "L'Uccisione di Priamo" di Antonio Canova ha finalmente ritrovato la luce dei riflettori nella Gipsoteca della Fondazione Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia.

Grande soddisfazione da parte di tutti coloro che hanno preso parte al lavoro di ricollocazione, ma soprattutto da parte di Daniele Angellotto, il restauratore fiorentino esperto in opere canoviane, indicato dalla Soprintendenza per ricomporre il bassorilievo: «Un restauro particolarmente difficile se si pensa che solo Pirro (al centro dell’opera) era ridotto in oltre 200 pezzetti», sottolinea Angellotto. 

Per il restauro dell'opera, cui è stato anche applicato un supporto in fibra di carbonio, è stata fondamentalmente inventata una tecnica nuova: «La frammentarietà era veramente esagerata - spiega il restauratore - e non vi era nessuno piano di appoggio per poter, poi, riassemblare i pezzi. [...] Ho utilizzato un’ottima colla di restauro di ultima generazione (fluorurato) che consente un restauro reversibile, ovvero che può essere rimosso in qualsiasi momento. Un lavoro durato un anno e mezzo, ma che alla fine ha dato un risultato soddisfacente».


© Foto D'Arte Firenze

Soddisfatto anche Giovanni Manuali, presidente dell’Accademia di Belle Arti, per il quale, quella occorsa al capolavoro canoviano è stata «una brutta vicenda che si è conclusa in maniera fortunatamente molto positiva, grazie alle abili mani del restauratore, ma che ci insegna che mai più un’opera della Gipsoteca sarà spostata».


© Foto D'Arte Firenze

In virtù di una proficua collaborazione, consolidata negli anni, Il dott. Angellotto si è rivolto a noi di Foto D'Arte Firenze per le riprese fotografiche del bassorilievo. Un incarico che abbiamo accettato con entusiasmo, consapevoli dell'importanza e della delicatezza di un restauro che ha restituito all'Arte italiana un'opera dal grande valore iconografico.


© Foto D'Arte Firenze

Dopo la ricollocazione del bassorilievo, l'Accademia è rimasta aperta al pubblico durante il fine settimana di Pasqua, in attesa del convegno che farà da corollario alla mostra Antonio Canova e il “tesoro ritrovato”, che si svolgerà dal 14 maggio al 9 luglio 2016 a Sangemini.


Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze con la preziosa collaborazione di Simone Baroncelli 


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Pubblicato in Eventi

Dopo il primo volume della serie Fasto Privato - La decorazione murale in palazzi e ville di famiglie fiorentine, prosegue il percorso editoriale dell'Ente Cassa volto a diffondere la conoscenza dei cicli di pittura murale presenti nelle ville e nei palazzi di Firenze fra la metà del Seicento e l'inizio dell'Ottocento.


Se il primo libro passava in rassegna i più alti esempi di pittura di quadratura, il secondo volume dedica maggiore attenzione ai cicli figurativi, bisognosi di ulteriori approfondimenti dopo il recente riconoscimento, da parte della storiografia artistica, della qualità delle opere murali risalenti al tardo barocco e neoclassicismo toscano.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

La ricerca ha dato vita ad un viaggio appassionante nelle maggiori residenze nobiliari fiorentine e toscane che, grazie al prezioso contributo dei maggiori studiosi di storia dell'arte, ha portato alla luce un patrimonio di invenzioni figurative in alcuni casi pressoché sconosciuto al grande pubblico.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

Un'esplorazione molto impegnativa, condotta attraverso una "ricognizione sistematica dei principali edifici nobiliari privati, ognuno dei quali, per storia e destinazione, presentava specifiche problematiche di accesso e di predisposizione dell'apparato iconografico", come sottolineato nella presentazione del volume da Umberto Tombari, Presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.


© Foto D'Arte Firenze - 2015

Ne è scaturita una pubblicazione assai pregevole, caratterizzata da una puntuale trattazione scientifica da parte degli autori, coordinati scrupolosamente da Mina Gregori, e da un corredo fotografico ricco ed inesplorato, firmato ancora una volta da Foto D'Arte Firenze.

© Foto D'Arte Firenze - 2015

Con il nuovo volume di Fasto Privato, si rinnova dunque la nostra prolifica collaborazione con la collana di Edifir, che si è tradotta per noi nella stimolante opportunità di illustrare opere e decorazioni di grande pregio attraverso una campagna fotografica condotta in numerosi palazzi e ville della Toscana, luoghi che in gran parte conservano ancora intatto il fascino originario. 




Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze  con la preziosa collaborazione di Moreno Bardazzi e Simone Baroncelli


Questo, nel dettaglio, l'elenco degli edifici nobiliari visitati durante la nostra campagna fotografica: Palazzo Antinori, Palazzo Viviani, Palazzo Rimbotti, Palazzo Compagni, Palazzo Orlandini del Beccuto, Palazzo Marucelli, Palazzo Federighi, Palazzo Aldobrandini, Palazzo Niccolini, Palazzo Del Chiaro Tolomei Biffi, Palazzo Del Sera Pitti, Palazzo Gerini Bonciani, Palazzo Minerbetti, Palazzo Arrighetti, Palazzo di Sforza Almeni, Palazzo Mondragone/Loggia Peyron, Palazzo Gerini, Palazzo Capponi all'Annunziata, Palazzo Tolomei, Palazzo Albergotti, Palazzo Bartolini Torrigiani - Firenze; Villa Antinori del Cigliano e Villa di Poggio Torselli - a San Casciano in Val di Pesa; Villa Panciatichi - Montebuono (PT); Villa La Zambra - Sesto Fiorentino (FI); Villa Salingrosso - Sammontana, Comune di Montelupo Fiorentino (FI)

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Verrà presentato sabato 18 aprile, presso l'Auditorium dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, il volume Giuliano da Sangallo, la monografia completa dell'architetto, ingegnere e scultore fiorentino curata da Sabine Frommel ed edita da Edifir - Edizioni Firenze

Figura eclettica nel panorama artistico fiorentino della seconda metà del XV secolo, Giuliano da Sangallo nacque in un'importante famiglia di architetti e artisti toscani, della quale facevano parte anche il fratello Antonio da Sangallo il Vecchio ed il nipote Antonio da Sangallo il Giovane. 

Durante un soggiorno giovanile a Roma cominciò a studiare le forme delle antichità classiche, che divennero in seguito un elemento caratterizzante della sua ricerca architettonica.

Tornato a Firenze, fu tra i migliori interpreti e continuatori della tradizione di Brunelleschi e Alberti, progettando opere assunte come modelli di riferimento dell'architettura rinascimentale. Tra queste, ricordiamo il sontuoso Palazzo di Bartolomeo Scala a Firenze, nucleo antico dell'attuale Palazzo della Gherardesca, che nel 2008, dopo un radicale restauro, è diventato un hotel a cinque stelle della catena Four Seasons.

Contemporaneamente, si dedicò anche alla progettazione di opere di ingegneria militare, grazie alle quali entrò in contatto con la famiglia Medici, impegnata nel rafforzamento delle difese territoriali di Firenze in un periodo politicamente sempre più teso. In breve tempo, divenne l'architetto prediletto di Lorenzo il Magnifico, che nel 1480 gli commissionò la villa di Poggio a Caiano, prototipo della villa rinascimentale italiana. Al periodo lorenziano, il più fertile della carriera del Sangallo, appartengono anche il progetto della Sagrestia della Basilica di Santo Spirito a Firenze ed i progetti per la Basilica della Madonna dell'Umiltà a Pistoia. 


© Foto D'Arte Firenze

Quelli menzionati sono solo alcuni dei luoghi che noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo avuto il privilegio di fotografare, nell'ambito della campagna fotografica con cui abbiamo prodotto le illustrazioni presenti nel volume di Sabine Frommel.


© Foto D'Arte Firenze

Foto D'Arte Firenze desidera ringraziare Edifir, l'autrice del volume e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nella persona del Vice Presidente Pierluigi Rossi Ferrini, per l'invito ufficiale alla presentazione del libro, alla quale non mancheremo di partecipare.

Alcune immagini di backstage della campagna fotografica

© Foto D'arte Firenze


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze


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Pubblicato in Eventi

Dal 25 giugno al 30 settembre 2015, la visita all'Acquario di Livorno, il più grande acquario della Toscana, si arricchisce ulteriormente, offrendo la possibilità di approfondire il tema del mare da un punto di vista artistico e religioso. L'area espositiva al primo piano della struttura ospita infatti la mostra temporanea dal titolo "Il pane e i pesci: storie di mare, di devozione e di cibo", un viaggio alla riscoperta del significato simbolico che il mare e i pesci assumono nella cultura cristiana.

L'esposizione, ideata e promossa da Sillabe S.r.l. in collaborazione con Costa Edutainment S.p.A., che gestisce l'Acquario, e curata da Maddalena Paola Winspeare con Marilena Caciorgna, Francesca Orlandi e Barbara Tavolari, ha come elementi carattarizzanti l'acqua, il mare e il cibo, fonti primarie di vita al centro delle tematiche promosse da Expo Milano 2015

La mostra si articola in tre sezioni: la prima sezione è dedicata al Vecchio Testamento, con una serie di stampe fac-similiari di dipinti che ripercorrono la storia di Tobiolo e dell'Arcangelo Raffaele; la seconda sezione è invece incentrata sul miracolo suggestivo della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, con l'approfondimento di tre episodi significativi del Nuovo Testamento; nella terza sezione, infine, sono esposti alcuni tra i più importanti ex-voto marinari della collezione del Santuario della Madonna di Montenero, una delle più grandi e interessanti raccolte di tavolette votive che si conosca.


Foto D'Arte Firenze ha realizzato le immagini per la stampa dei fac-simile esposti nella prima sezione. Nello specifico, si tratta di riproduzioni fotografiche in alta risoluzione e in scala 1:1 di dipinti, ottenute per mezzo di mosaicatura digitale di più fotografie. Fra le opere riprodotte, vi sono Tobiolo e san Raffaele Arcangelo di Cristofano Allori e Raffaele rifiuta i doni di Tobiolo di Giovanni Bilivert, entrambe esposte nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, I Tre Arcangeli e Tobiolo di Francesco Botticini, conservata agli Uffizi, I Tre Arcangeli e Tobiolo di Domenico di Michelino, esposta nella Galleria dell'Accademia e Madonna col Bambino in trono, Sant'Agostino, l'Arcangelo Raffaele e Tobiolo di Giovanni Antonio Sogliani, conservata al Museo di San Marco a Firenze.

© Foto D'Arte Firenze

Da parte nostra, un ringraziamento a Sillabe per la fiducia riposta nel nostro lavoro e per un incarico che ci ha visti,  una volta di più, spettatori privilegiati davanti ad opere di pregevole bellezza, che grazie a questa iniziativa potranno essere ammirate, per la prima volta insieme, da un pubblico di ogni età.

Alcuni scatti di backstage delle riprese fotografiche effettuate alla Galleria dell'Accademia

Alcuni link per approfondimenti:

La settimana di Livorno - quotidiano on line della Diocesi di Livorno

Comune di Livorno - Portale turismo

QuiLivorno.it - quotidiano Online indipendente e gratuito


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze  @ Acquario di Livorno


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

22 ottobre 2015 - 17 maggio 2016 | Museo degli Argenti Palazzo Pitti, Firenze

La mostra allestita negli ambienti contigui alla Cappella Palatina di Palazzo Pitti recupera il tesoro d’arte appartenuto a quella che fu la più prestigiosa Compagnia laicale d’ispirazione religiosa del Seicento toscano, San Benedetto Bianco.

rigore e grazia

La storia e la spiritualità di questa confraternita sono rese note al pubblico attraverso l’analisi dei maggiori capolavori artistici che arredavano i loro spazi e, per questa occasione, letteralmente ‘salvati’ da impegnativi restauri.

Lo studio della collezione, dei testi e dei documenti ha visto emergere importanti novità che ridefiniscono alcuni aspetti del Barocco fiorentino: sia per le opere inedite ritrovate, sia per l’approfondimento delle fisionomie di molti grandi artisti che furono membri assidui di San Benedetto Bianco (ad esempio Cristofano Allori, Vincenzo Dandini, Carlo Dolci e Volterrano).

Un ringraziamento sincero lo rivolgiamo ai brillanti curatori di questa mostra, Alessandro Grassi, Michel Scipioni e Giovanni Serafini insieme ai quali abbiamo condotto l'impegnativa ma al tempo stesso affascinante campagna fotografica per la realizzazione del catalogo edito da Sillabe.

Alcuni interessanti link per approfondimenti:

www.rigoreegrazia.it - il sito ufficiale della mostra con la presentazione del Cardinal Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze - Alessandra Marino, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le Province di Firenze Pistoia e Prato - Arch. Paola Grifoni, Segretario regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana - Valentina Conticelli, Direttrice ad interim del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti

MIBACT - sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

artemagazine - quotidiano di Arte e Cultura

DEA Press - agenzia di stampa DEApress

ACQUISTA BIGLIETTO - sito ufficiale per la vendita biglietti del Polo Museale Fiorentino


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria Palatina Palazzo Pitti, Firenze | Il rigore e la grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento Fiorentino

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Pubblicato in Eventi

Negli ultimi anni, il crescente numero di fotografi, laboratori fotografici ed artisti che hanno scelto di affidarsi alla tecnologia Epson per produrre le loro stampe artistiche ha dato un contributo decisivo allo sviluppo della stampa digitale fine artCiò ha portato ben presto al centro del dibattito la necessità di definire uno standard di settore per certificare la qualità di esecuzione e la longevità delle stampe fine art ottenute con stampanti fotografiche Epson.

Nel 2003 nasce così il marchio Digigraphie®, frutto di una ricerca ultradecennale Epson sulle prestazioni delle proprie stampanti e sulla resistenza dei propri inchiostri. Digigraphie è un marchio di eccellenza ed autenticità che consente di produrre stampe fine art da collezione certificate in edizione limitata.


Il marchio può essere usato per ogni opera artistica prodotta osservando attentamente un insieme ben preciso di regole e criteri operativi, definiti da un Comitato che riunisce fotografi, pittori ed artisti digitali. Queste regole riguardano l'utilizzo di determinati sistemi di stampa, di inchiostri e di supporti fine art in grado garantire alle opere prodotte una perfetta fedeltà della gamma cromatica, eccellenti sfumature e durata nel tempo.

Ogni stampa fine art ottenuta seguendo i criteri Digigraphie viene contrassegnata da un timbro a secco di autenticazione, numerata, accompagnata da un certificato di garanzia e firmata dall'artista che l'ha prodotta. Questo la rende un'opera dal carattere esclusivo, un pezzo originale da collezione.


Con Digigraphie, dunque, i produttori d'arte, dagli artisti delle gallerie d'arte, ai musei, ai laboratori fotografici, hanno l'opportunità di valorizzare il proprio patrimonio di immagini grazie all'eccellente qualità della stampa fine art, e di diffondere qualunque creazione in tiratura limitata, conferendole la garanzia di mantenersi intatta negli anni. 

Ecco perché anche noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo adottato il marchio Digigraphie per le nostre stampe, persuasi dalle prospettive che questo standard offre a chi come noi, col proprio lavoro, mette "la tecnica al servizio dell'Arte".

 

Grazie a Digigraphie, siamo in grado infatti di garantire gli standard più elevati nella riproduzione digitale dei capolavori artistici e di tutelare i nostri clienti, che così avranno la certezza di ricevere un prodotto di qualità certificata, capace di durare per sempre.

 


Cristian Ceccanti | Foto D'Arte Firenze @ Digigraphie by Epson


 

Pubblicato in Miscellanea
Domenica, 23 Novembre 2014 15:11

Brian & Alison sposi a Figline Valdarno

Il luogo è lo stesso dell'engagement session di qualche giorno prima, ma stavolta per Alison ci sono l'abito bianco ed un maggiolino nero d'epoca che Brian, a sorpresa, le fa trovare all'uscita dell'Hotel Villa Casagrande. 

Brian la aspetta fuori da Palazzo Pretorio e quando lei arriva assieme alle sue bridesmaids, le rispettive figlie Catherine e Livia, si scatenano gli applausi ed i flash dei presenti. 

Ma le sorprese non sono finite: dopo lo scambio degli anelli ed il lancio del riso, l'auto porta Brian e Alison nel centro di Piazza Ficino, dove gli amici hanno preparato per loro un tavolino, due sedie ed una bottiglia di champagne per brindare ai neo sposi.  

A questo punto, la giornata offre il momento di luce migliore per qualche scatto nella campagna circostante: Brian e Alison si concedono ai nostri obiettivi prima di ricongiungersi agli ospiti per l'aperitivo e la cena nel cortile di Villa Casagrande. 

Sulle note di un pianoforte e di una chitarra, la serata scivola via, con gli amici italiani ed inglesi stretti attorno agli sposi, in un ideale gemellaggio dove c'è spazio anche per i ricordi, fino al taglio della torta e al ballo finale, che chiude una giornata piena di bei momenti.

Un sentito ringraziamento a Brian e Alison per averci permesso di raccontare le loro emozioni con le nostre immagini.   

© Foto D'Arte Firenze


  Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi 


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