Si sa, la tecnologia fa ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, a lavoro come a casa. Il progresso tecnologico è artefice di grandi rivoluzioni, di svolte epocali in grado di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e di pensare. Tra queste c'è sicuramente quella che ha riguardato il mondo della fotografia, la cui evoluzione sembrava aver toccato il suo apice con la pellicola e che invece ha conosciuto l'inizio di una nuova era con l'avvento del digitale.

Tra i molteplici ed indiscutibili vantaggi che il digitale ha introdotto nella fotografia, primo tra tutti la possibilità di visualizzare immediatamente uno scatto e di elaborarlo al computer risparmiandosi ore di camera oscura, c'è però un aspetto che merita una riflessione. Lo sviluppo di fotocamere digitali dagli automatismi sempre più precisi e di comparti fotografici sempre più avanzati con dispositivi mobili quali smartphone e tablet hanno definitivamente sancito la fine della fotografia come mezzo espressivo per soli professionisti o amatori. Il boom dei social network, poi, con milioni di immagini che ad ogni ora del giorno inondano la rete, ha reso lo scatto fotografico un gesto abituale, un riflesso condizionato dalla nostra quotidianità.

E' normale in questo scenario, chiedersi quale sia, oggi, il significato che diamo ad una fotografia e se questa sia diventata un prodotto usa e getta, destinata a perdersi fra le tante che si scattano in ogni occasione o che saturano un mercato in cui la qualità è subordinata alla tempestività. Noi di Foto D'Arte Firenze, che da due generazioni ci dedichiamo con passione ed entusiasmo alla fotografia, siamo convinti che il valore di un'immagine risieda nella sua unicità e che la stampa fine art sia lo strumento più idoneo per valorizzare e rendere veramente unico il gesto fotografico.

Il termine "fine art", in fotografia, identifica un processo di realizzazione di un'immagine che sintetizza tecnica e qualità, rispettando requisiti di durata nel tempo e di resa nella stampa.

Il nostro laboratorio fotografico ha affiancato, ormai da oltre quindici anni, alla tradizionale stampa Bianco/Nero in camera oscura, questo tipo di stampa (conosciuta anche col nome di stampa Giclée) utilizzando tecniche di finalizzazione dell'immagine professionali ed inchiostri e carte certificate. La scelta della carta, in particolare, ha un peso decisivo nel risultato ottenuto: ce ne sono di vario tipo, lucida, semilucida e matte, ognuno con la sua grammatura, il suo grado di brillantezza e una diversa capacità di assorbimento (carte politenate e carte cotone), per ottenere immagini più o meno morbide e contrastate.

Le tecnologie usate ed il livello di esperienza maturata ci hanno permesso di ottenere l'importante certificazione Epson Digigraphie, in virtù della quale possiamo contrassegnare le stampe con l'apposito timbro a secco di autenticazione, numerarle ed accompagnarle con il certificato di garanzia.

Grazie a questi risultati, offriamo ad artisti, appassionati di fotografia e professionisti la possibilità di elevare i propri scatti a vere e proprie opere artistiche a tiratura limitata, autenticate e destinate alla vendita o all'esposizione in gallerie, mostre o musei.

Hotel Villa La Palagina, Figline Valdarno (Firenze). Alcune delle stampe fine art da noi realizzate per l'esclusivo resort nel cuore del Chianti

Una grande opportunità, dunque, sia per il fotografo che desidera distinguersi valorizzando la propria produzione fotografica con stampe di qualità certificata, sia per il committente più esigente in cerca di un prodotto esclusivo in grado di compiacere il maggior numero di osservatori.  Questa, per noi, è la risposta migliore a quello che sembra essere, sempre di più, il vero grande limite del digitale: la riproducibilità troppo semplice e la conseguente svalutazione delle immagini.

Visita le nostra collezione di stampe fine art ordinabili in edizione limitata.


 Cristian Ceccanti & Simone Baroncelli | Fine Art Foto D'Arte Firenze


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Pubblicato in Miscellanea

I SEGNI NEL TEMPO. Disegni spagnoli degli Uffizi in mostra a Madrid presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Dal 12 maggio al 24 luglio 2016

Si tratta dell'esposizione che riunisce un numero significativo di disegni spagnoli della Galleria degli Uffizi organizzata congiuntamente dalla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, la Fondazione Mapfre e dal Gabinetto Disegni e Stampe di Firenze.

real academia mapfre uffizi

La mostra e la pubblicazione che l'accompagna sono il risultato di un progetto di ricerca rigorosa che ha approfondito la conoscenza della raccolta di disegni degli Uffizi, affidato dalla Fondazione Mapfre a Benito Navarrete Prieto, professore presso l'Univerisità di Alcalà ed esperto storico dell'arte.

I DISEGNI SPAGNOLI DEGLI UFFIZI


La raccolta dei disegni spagnoli degli Uffizi è una delle più importanti conservate fuori dalla Spagna, incluse quelle del Museo del Louvre, del British Museum, Kunsthalle Amburgo, Hispanic Society of America di New York e Metropolitan Museum.

Il fascino di questa collezione risiede nella presenza di esempi unici che permettono di studiare il processo creativo di artisti spagnoli dei secoli XVI e XVII e di trovare i disegni per importanti opere del patrimonio culturale spagnolo. 

L'origine della collezione è nei disegni riuniti a Madrid dal mercante fiorentino Giovanni Filippo Michelozzi (†1777) a seguito di un soggiorno intorno 1745-1746, e riflette l'apprezzamento di collezionisti italiani per il disegno Spagnolo.

Un primo blocco di questo insieme è stato acquistato dalla Galleria Reale di Firenze nel 1779, grazie alla politica di acquisizione promossa dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena (1765-1790) e al direttore collezionista della Galleria Reale degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni (1729-1808), mentre il resto è stato acquistato successivamente dallo scultore Emilio Santarelli (1801-1886) e donata nel 1866 all'istituzione fiorentina con un patrimonio straordinario per un totale di 12.704 disegni con un gesto di generosità senza precedenti. Questo ha consentito ai disegni di tornare a unirsi tra di loro.

Antonio Ciseri, Ritratto di Emilio Santarelli  - © Foto D'Arte Firenze

Per la mostra alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando sono stati selezionati centoventinove disegni, che includono un vasto tour dei più rappresentativi artisti spagnoli dei secoli XVI e XVIII, dalle eccezionali eredi della maniera italiana come Alonso Berruguete, Gaspar Becerra e Luis de Vargas, anche gli artisti più prolifici: José de Ribera, Alonso Cano, Francisco de Herrera il Giovane, Antonio del Castillo, Vicente Carducho, Juan Carreño, Francisco Rizi e Claudio Coello, culminando nella opera di Miguel Meléndez Jacinto, in cui l'impronta dei nuovi gusti estetici di Francia era evidente. La mostra presenta anche l' opportunità unica di scoprire un numero significativo di disegni completamente sconosciuti fino ad ora con altri che non erano stati oggetto di esposizione in Spagna, alcuni dei quali sono stati studiati nel 1972 da Alfonso E. Pérez Sánchez nella mostra Disegni Spagnoli celebrata a Firenze.

Risultato del lavoro di ricerca i cui risultati sono esposti nella mostra e nel catalogo che l'accompagna, che hanno richiesto più di due anni, il professor Benito Navarrete ha rivelato più di settanta nuove attribuzioni.

 

Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo a tutto il personale del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi coordinato e diretto dalla Dott.ssa Marzia Faietti grazie al quale è stato possibile realizzare nei tempi concordati l'impegnativa campagna fotografica per la digitalizzazione del cospicuo numero di disegni spagnoli conservati nei loro archivi di Firenze.

 Cristian Ceccanti | Foto D'Arte Firenze @ Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Real Academia de Bellas Artes


 

I SEGNI NEL TEMPO - Dibujos Espagnoles de los Uffizi 

La pubblicazione di alto valore scientifico e grafico, è un'opera di riferimento fondamentale per lo studio dei disegni spagnoli in generale e la conoscenza della raccolta dei disegni spagnoli degli Uffizi, in particolare perché offre una nuova visione e nuovi sviluppi sulla collezione con nuove attribuzioni. Il catalogo della mostra è stato realizzato con il fondamentale contributo di quindici prestigiosi specialisti in arte spagnola. Disponibile sul sito www.artbooks.com

Direzione Scientifica

Benito Navarrete Prieto con la collaborazione di Roberto Alonso Moral

Comitato scientifico

Marzia Faietti - direttrice Gabinetto Disegni e Stampe, Gallerie degli Uffizi Firenze

Pablo Jimenez Burillo - direttore Area Cultura Fondazione Mapfre

Giorgio Marini - vicedirettore Gabinetto Disegni e Stampe, Gallerie degli Uffizi Firenze

Alessandro Nova - direttore del Kunsthistorisches Institut Firenze

Eike D. Schmidt - direttore Gallerie degli Uffizi Firenze

Gerhard Wolf - direttore del Kunsthistorisches Institut Firenze

Coordinamento pubblicazione

Monica Fuentes Santos, Fondazione Mapfre


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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Con una superficie più che raddoppiata rispetto alla vecchia sede, il 29 ottobre 2015 il Museo dell'Opera del Duomo ha mostrato per la prima volta il suo nuovo volto al pubblico.

25 sale, disposte su tre piani, ospitano circa 750 opere tra statue, rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori di Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo GhibertiAndrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia, Andrea del Verrocchio e molti altri ancora.

 Arnolfo di Cambio, Angelo Adorante                                       © Foto D'Arte Firenze

Un allestimento spettacolare, capace di valorizzare opere uniche al mondo, frutto di un restauro durato tre anni, molte originariamente concepite per stare insieme, ma successivamente disperse in attesa di una collocazione più ampia e definitiva, altre addirittura inedite, come i settanta frammenti della facciata medievale del Duomo.

In particolare, al piano terra tornano a splendere la Maddalena penitente di Donatello, la Porta del Paradiso e la Porta Nord del Battistero, di Lorenzo Ghiberti, il cui restauro ha consentito il recupero dell'oro che ne ricopriva le sculture, dopo sei secoli dalla sua realizzazione.

Al piano superiore, è allestita la Galleria del Campanile di Giotto, con 16 statue a grandezza naturale, tra le quali spiccano i Profeti di DonatelloAbacuc e Geremia, e i 54 rilievi scultorei originali che la adornavano. La Galleria della Cupola del Brunelleschi ospita invece i modelli lignei del '400, materiali e attrezzi usati per la costruzione della Cupola e la maschera funebre del grande architetto fiorentino. Segue poi la Galleria delle Cantorie di Donatello e Luca della Robbia e la Sala dell’Altare d’argento dove sono esposte le opere che facevano parte del Tesoro del Battistero. Il secondo piano, infine, ospita una galleria di opere del tardo '500 e primo '600 e una stanza con vista privilegiata sulla Cupola del Brunelleschi.

Ma a destare stupore, nel nuovo assetto del Museo, è soprattutto il modello in resina e polvere di marmo in scala 1:1 dell'antica facciata medievale del Duomo, progettata da Arnolfo di Cambio. E' in questa colossale ricostruzione che sono riposte le aspettative maggiori da parte di monsignor Timothy Verdon, storico dell'arte e direttore della nuova struttura: "Firenze, città ricca di glorie antiche - spiega - ha bisogno di grandi iniziative moderne e il nuovo Museo dell'Opera, una struttura spettacolare di qualità mondiale, è la più importante iniziativa fiorentina degli ultimi anni".

Un progetto ambizioso e ben riuscito, quello della facciata, a cui Foto D'Arte Firenze ha dato il suo contributo, con una campagna fotografica con cui sono state ritratte, da vari punti di ripresa, alcune delle statue che originariamente occupavano le nicchie della facciata stessa. Le immagini ottenute sono state usate come modelli digitali per la rifinitura delle scansioni 3D delle statue, che hanno ritrovato la loro esatta collocazione nella fedele riproduzione dell'antica facciata.

Per noi di Foto D'Arte Firenze, un altro incarico importante, che rinnova e rafforza il nostro impegno per la valorizzazione e la conservazione dell'immenso patrimonio artistico e culturale della nostra città.


Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze  @ UIA Università Internazionale dell'Arte @ ART DEFENDER @ Depositi Via dei Marignolli, con la preziosa collaborazione di Moreno Bardazzi e Simone Baroncelli 


Di seguito i link ad alcuni articoli che parlano dell'inaugurazione del nuovo Museo e della sua storia.

Corriere della Sera | Viaggi | Firenze: Inaugura il nuovo Museo dell'Opera del Duomo

Repubblica | Firenze | Le meraviglie del nuovo Museo dell'Opera del Duomo

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Pubblicato in Eventi

A distanza di 6 mesi dalla precedente campagna fotografica, Foto D'Arte Firenze è tornata nella Galleria degli Uffizi per realizzare le immagini dei soffitti affrescati delle sale 19-23, recentemente riaperte al pubblico dopo gli interventi di restauro.

Si tratta delle sale dedicate al Rinascimento extra-fiorentino, con importanti esempi riconducibili alla pittura tedesca, all'arte fiamminga e all'ambiente veneto, a testimonianza di quello spirito didattico settecentesco degli Uffizi, favorito da scambi e specifici accrescimenti, teso a rappresentare lo sviluppo della pittura in tutti i suoi filoni più importanti.

La sala 19, in particolare, ospita opere di provenienza toscana, umbra, emiliana e marchigiana e l'attuale volta venne ridipinta nel 1665 da Agnolo Gori con le Allegorie di Firenze e della Toscana, trionfi, battaglie e stemmi medicei, dopo che l'originale andò distrutta.

Unica in Italia, con ben cinque opere dell'indiscusso maestro del Rinascimento tedesco Albrecht Dürer, compresa la famosa Adorazione dei Magi del 1504, la sala 20 ha un soffitto affrescato con grottesche originali del '500 e con vedute di Firenze aggiunte nel '700.


© Foto D'Arte Firenze

Le sale 21, 22 e 23 sono dedicate rispettivamente alla pittura veneta, rappresentata magnificamente dal capolavoro di Giovanni Bellini l'Allegoria Sacra, alla scuola fiamminga e ai maestri del nord-Italia Mantegna (col trittico  proveniente dal Palazzo Ducale di Mantova) e Correggio, presente con opere di grande originalità come l'Adorazione del Bambino. Gli affreschi di queste tre sale sono opera di Ludovico Buti: la sala 21 reca decorazioni a grottesche e scene di battaglie con interessanti figure di indiani e animali del Nuovo Mondo; motivi bellici anche nella sala 22, mentre nella sala 23, utilizzata in passato come armeria, sono raffigurate officine per la produzione di armi, polvere da sparo e modelli di fortezze.


© Foto D'Arte Firenze

L'opera di rinnovamento ha restituito a queste sale il pregio di essere degli autentici scrigni per tesori artistici di inestimabile valore ed ha ridonato slancio prospettico a tutta l'ala est della Galleria, fra la Tribuna e l'affaccio sull'Arno.


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria degli Uffizi 


 

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Pubblicato in Fotografia per l'arte
Lunedì, 27 Ottobre 2014 18:23

Elena & Maurizio sposi a Firenze

Il giorno tanto atteso è arrivato. Mentre truccatrice e parrucchiera la preparano, il sorriso di Elena è la prima nota di uno spartito che ci accompagnerà per tutta la giornata.

© Foto D'Arte Firenze

Davanti alla Chiesa di San Salvatore a MonteMaurizio aspetta quel sorriso incorniciato di bianco per portarlo dentro di sè, tutta la vita. Le note di un violino e di un'arpa accompagnano i momenti più significativi della cerimonia.


Mano nella mano gli sposi scendono la scalinata che dalla chiesa porta a Piazzale Michelangelo - una scena già vissuta qualche giorno prima durante il nostro primo incontro - prima di consegnarsi allo sguardo curioso e sognante dei turisti durante l'immancabile passeggiata per le vie e le piazze più famose di Firenze.


© Foto D'Arte Firenze

La giornata è splendida e gli sposi, stanchi ma felici, non vedono l'ora di raggiungere gli ospiti a Villa Viviani, dove fra brindisi, risate e balli di gruppo, si conclude una giornata che lascerà a tutti un ricordo indimenticabile.


© Foto D'Arte Firenze

Un ringraziamento ad Elena e Maurizio per aver affidato alle nostre fotografie il racconto per immagini del loro giorno più bello.


© Foto D'Arte Firenze


 Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi 


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Dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, la mostra "Tiepolo: i colori del disegno", allestita nella prestigiosa sede dei Musei Capitolini, offre la straordinaria opportunità di conoscere una delle personalità più carismatiche sulla scena dell'arte figurativa del Settecento europeo.


Un'accurata selezione di novanta opere grafiche e sette dipinti di Giambattista Tiepolo, provenienti da istituzioni museali, fondazioni e collezioni private, riuniti per la prima volta nella Capitale, ripercorre in maniera organica l'evoluzione e gli esiti pittorici del linguaggio grafico del grande artista veneziano, svelandone e omaggiandone la natura multiforme.

La visione pittorica del Tiepolo, infatti, trovò il suo momento fondante nel disegno, aspetto che lo vide esprimersi come geniale e fecondissimo artefice e la cui valenza progettuale, di studio e di analisi compositiva consentì all'artista di organizzare la diversificata attività della sua bottega familiare, con il coinvolgimento dei figli Giandomenico e Lorenzo, in quello che fu l'ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier d'arte. 

L’esposizione, curata da Giorgio Marini, vicedirettore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in collaborazione  con Massimo FavillaRuggero Rugolo, tra l'altro, ha il pregio di affiancare ad opere più conosciute, provenienti in gran parte dal ricco fondo Sartorio dei Musei Civici di Trieste, una scelta di disegni assai meno noti per non essere stati esposti nell'ultimo mezzo secolo, provenienti dalle collezioni riunite nel secondo Ottocento a Firenze dagli studiosi Herbert Percy Horne e Stefano Bardini, oggi conservate negli omonimi musei fiorentini.

Di queste opere di provenienza fiorentina, Foto D'Arte Firenze ha realizzato le immagini destinate al catalogo ufficiale della mostra edito da Campisano Editore

Un incarico di prestigio che si è tradotto nell'impagabile privilegio di poter ammirare da vicino una parte, seppur piccola, dell'impressionante e variegata produzione artistica di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Museo Stefano Bardini e Museo Horne, Firenze


Di seguito, i link ad alcune pagine che parlano della mostra 

Musei Capitolini | mostre ed eventi | Tiepolo: i colori del disegno

adnkronos | Cultura | Roma svela i colori di Tiepolo

L'Huffington Post | Giambattista Tiepolo, 90 disegni in mostra a Roma

La Stampa | Cultura | Arte | In mostra a Roma le opere grafiche dei Tiepolo


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Pubblicato in Eventi

ISIF è una società impegnata nel settore energetico, specializzata nella costruzione e manutenzione di condotte di gas metano e nella gestione tecnica di reti tecnologiche, metanodotti, acquedotti, oleodotti e canalizzazioni per il trasporto di fluidi e di derivati petroliferi.

Johnny Ghinassi © Foto D'Arte Firenze

Come è facile aspettarsi, la natura infiammabile ed esplosiva di alcuni dei materiali distribuiti e quella degli interventi effettuati sulle reti di distribuzione impongono di operare sotto elevati standard di sicurezza per garantire ai lavoratori impegnati nei cantieri di svolgere la loro attività senza l'esposizione al rischio di incidenti. Per questo ISIF, forte di un'esperienza decennale nel settore, ha brevettato un sistema per il controllo attivo automatico dell'esplosività nell'area operativa in cantiere.


Johnny Ghinassi © Foto D'Arte Firenze

Questa soluzione, denominata Safe Work System (SWS), si basa sulla comunicazione in modalità wireless fra degli esplosimetri, consegnati a ciascun lavoratore, ed una centrale che rileva la quantità di potenziali miscele esplosive presenti nell'area di lavoro. Quando la quantità di tali miscele supera una determinata soglia, il sistema non si limita ad inviare un segnale sonoro e visivo all'operatore e alla centrale, ma interviene anche disattivando automaticamente ed in real time l'alimentazione dei dispositivi utilizzati in cantiere che possono innescare un'esplosione, caratteristica, quest'ultima, che fa del SWS la prima soluzione di sicurezza attiva nel mercato italiano.


© Foto D'Arte Firenze

ISIF ha affidato a Foto D'Arte Firenze la realizzazione delle immagini del prodotto per la sua pubblicazione sulla nuova piattaforma Web ufficiale della società e su una rivista di settore. Ci siamo così recati su uno dei cantieri dove viene impiegato il SWS per effettuare alcuni scatti sul campo e poi nella sede ISIF a Castelfranco di Sopra, dove abbiamo allestito il set fotografico per le foto destinate al catalogo.

Con l'occasione abbiamo anche posto le basi per un'altra campagna fotografica, finalizzata alla realizzazione delle immagini per il catalogo di uno dei sistemi di tamponatura prodotti dall'azienda.

Una galleria con le immagini dei componenti della tamponatrice Lock Line 10.24-12-24

 © Foto D'Arte Firenze

In entrambi i casi, si è trattato di incarichi impegnativi, per i quali il carattere contrastato delle superfici da fotografare ha richiesto la massima applicazione e tutta l'esperienza accumulata in anni di scatti in studio.  

Foto D'Arte Firenze desidera ringraziare la ISIF per la fiducia in noi riposta, per averci dato l'opportunità di osservare da vicino come si lavora in un settore indispensabile per far arrivare nelle nostre case e nelle nostre aziende l'energia necessaria per migliorare la vita di tutti noi, ma soprattutto per averci sensibilizzato su un tema, quello della sicurezza sul lavoro, putroppo spesso trascurato.

 

 

           © Foto D'Arte Firenze 


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ ISIF S.r.l. | Via Località Botriolo 1, Castelfranco di Sopra (AR)


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Pubblicato in Miscellanea
Venerdì, 12 Settembre 2014 15:35

La nuova fragranza Giardini del Granduca

Promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

© Foto D'Arte Firenze

GIARDINI DEL GRANDUCA

A poco più di un anno - il 23 maggio 2013 - dalla proclamazione, da parte dell'Unesco, delle Ville e dei giardini medicei toscani quali Patrimonio dell'Umanità, per celebrare un così importante riconoscimento al valore di questi monumenti storici, e alla loro gestione e mantenimento, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze ha promosso la creazione di una fragranza denominata Giardini del Granduca che verrà messa in vendita nei negozi museali del Polo fiorentino dal prossimo 2 agosto 2014.

"Attraverso questo profumo, composto sapientemente con note ispirate alla coltivata natura dei giardini storici di Firenze e Toscana, si entra in contatto diretto con la memoria della dinastia dei Medici e soprattutto con il loro magnifico lascito nel campo dell'arte dei giardini, che impreziosisce Firenze e la Toscana con il sistema delle Ville Medicee" (Cristina Acidini, Soprintendente).

Ben cinque di questi siti sono musei all'aperto diretti dalla Soprintendenza: il Giardino di Boboli, il Giardino di Castello, le Ville e i Giardini di Poggio a Caiano, la Petraia e Cerreto Guidi (gli altri sono la Villa di Poggio Imperiale e il Giardino di Pratolino, la Villa di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, la Villa Il Trebbio a San Piero a Sieve, la Villa di Careggi, la Villa Medici di Fiesole, il Palazzo di Seravezza a Lucca, Villa La Magia a Quarrata, la Villa di Artimino a Carmignano). Nei giardini già granducali, ancora oggi esperti, tecnici e ditte specializzate curano alberi secolari e piante fiorite: agrumi, camelie, rose, peonie, per ricordarne solo alcune specie.

I componenti della famiglia Medici, in varia misura, riservarono passione e conoscenza alle arti e al collezionismo, ma anche alla botanica, alle erbe officinali, agli orti con coltivazioni di spezie e fiori orientali. I loro bellissimi giardini all'italiana, con fontane e statue di grandi scultori e architetti, furono anche luoghi di studio, ricerca e sperimentazione: tutte attività protoscientifiche in nome delle quali furono fondati gli Orti di Pisa e di Firenze a metà del Cinquecento.

Per creare questo profumo, precisamente un eau de toilette, è stato approfondito lo studio delle piante storiche apprezzate e collezionate dai Medici fin dal Cinquecento, tra le quali predominano gli agrumi dalle forti componenti aromatiche. La "piramide olfattiva" infatti prende forma dalle note di limone e arancio amaro, e comprende l'olio essenziale di petali di rose (per portare alla memoria la collezione di rose antiche) e fiori di pesco (per evocare l'orto urbano, origine del giardino), e infine l'essenza di cannella, che ci ricorda l'interesse di Cosimo I per le piante medicamentose e le spezie. L'evoluzione degli accordi olfattivi propone poi i legni preziosi - cipresso e cedro del Libano - esaltati su una base di ambra e muschi.

© Foto D'Arte Firenze

Il nome scelto per la fragranza s'ispira a una dizione presente negli antichi documenti, firmati dal "Soprintendente de' giardini del Granduca". Benché suggestiva, tale dizione non risulta esser stata usata finora per luoghi o prodotti contemporanei. Essa si adatta a tutti i giardini medicei della Regione Toscana, chiunque ne sia il proprietario; e al tempo stesso apre prospettive su una linea dedicata di prodotti, che potrebbe svilupparsi prendendo spunto dalle infinite suggestioni di questi viventi universi d'arte e di natura.

Sillabe, produttore del profumo, sotto la consulenza storico olfattiva di Simonetta Giurlani Pardini, ci invita quindi ad aggiungere un ulteriore "senso" alla percezione e alla fruizione dell'arte con una fragranza che, come "guida olfattiva", richiama le antiche memorie medicee.

Caratteristiche tecniche

Nota di testa: Cannella, Petali di Rosa, Fior di Pesco, Limone, Arancio Amaro

Note di cuore: Legno di Cedro, Legno di Cipresso

Note di base: Muschi, Ambra

 

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Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze | Love and Passion, Art and Photography

Pubblicato in Miscellanea

FOTO D'ARTE Lab - Un luogo dove coltivare talento e passione per la fotografia

Con il corso base di fotografia, riapre i battenti la stagione didattica di FOTO D’ARTE Lab, che quest’anno si presenta ricca di interessanti NOVITA’!

Il corso base di fotografia, che negli anni scorsi è stato seguito da un numero crescente di appassionati, è stato ulteriormente rimodulato per offrire ai suoi iscritti un’opportunità ancora più stimolante e divertente per entrare nel mondo della fotografia.

La prima novità riguarda il corpo docenti, che quest’anno si avvarrà del prezioso contributo di Paolo Pelli, fotografo professionista con anni di esperienza alle spalle, titolare di Atelier 2 Marzo 53 e socio fondatore dell’associazione Centro Studi Foto/Grafia di Reggello.

L’altra importante novità riguarda l’introduzione del tutor, una figura su cui il docente farà affidamento per affiancare e seguire da vicino i partecipanti sia durante le lezioni che le uscite fotografiche. Il gruppo dei tutor è costituito da appassionati di fotografia, molti dei quali si sono formati coi nostri corsi, motivati nel condividere con i nuovi iscritti l’esperienza maturata in questi anni portando avanti le numerose iniziative dell’associazione.

Rinnovata anche la formula del corso, con l’introduzione della lezione “Istruzioni per l’uso“, dedicata all’apprendimento dei comandi base del proprio corredo fotografico, una sorta di libretto delle istruzioni (questo sconosciuto…) della propria fotocamera.

Soggetto, inquadratura, luce, messa a fuoco ed esposizione saranno gli argomenti principali delle altre lezioni, che saranno affrontate seguendo l’efficace ed ormai consolidato metodo teorico-pratico, basato sulla verifica e la discussione immediata dei concetti trattati.

A conclusione del corso, è prevista una mostra con gli scatti dei partecipanti, un modo per finalizzare la propria esperienza ed il proprio percorso.

Programma sintetico del corso:

  • prima lezione mercoledì 24 settembre 2014 ore 21.00 presso Circolo MCL Ponterosso di Figline Valdarno
  • n.8 lezioni teorico/pratiche di due ore ciascuna in sala multimediale attrezzata con proiettore e PC e n.4 uscite fotografiche
  • lezione sul ritratto in sala di posa professionale
  • Docenti: Cristian Ceccanti fotografo professionista @ Foto D'Arte Firenze | socio fondatore FOTO D'ARTE Lab - Paolo Pelli fotografo professionista @ Atelier 2 marzo 53 | socio fondatore Centro Studi Foto/Grafia

Info, programma analitico del corso e modulo iscrizione a questo link FOTO D'ARTE Lab - corso base di fotografia (pre-iscrizioni fino al 15 settembre con sconto del 20%)


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Pubblicato in Eventi
Giovedì, 04 Settembre 2014 13:55

Gaia & Clément - Engagement session a Firenze

"Perché, Firenze..."...Gaia non finisce nemmeno la frase. Sorride, e con un cenno della mano indica la finestra alle sue spalle, dove svetta, imponente, l'inconfondibile profilo della Torre di Arnolfo: vuole sposare il suo Clément a Firenze semplicemente perché Firenze è bellissima ed è la sua città, anche se ormai non ci abita più da diversi anni. Lei e Clèment, infatti, si sono conosciuti in Francia e adesso risiedono stabilmente a Parigi. 


Il 6 settembre i due promessi sposi celebreranno il rito civile in Palazzo Vecchio, seguiti da una nutrita rappresentanza di parenti e amici francesi, che, come ci rivela Gaia, si sono detti entusiasti della scelta del capoluogo toscano, visto che per molti di loro questo matrimonio sarà l'occasione per visitare la città per la prima volta.


Fuori dal Rivoire, lo storico locale fiorentino dove ci siamo fermati per un caffé, Piazza della Signoria è come al solito brulicante di turisti. Seguiti dai nostri obiettivi, Gaia e Clément si sono mescolati a loro, per una breve passeggiata fra le vetrine del Ponte Vecchio e sui Lungarni, prima di raggiungere la Villa Medicea di Lilliano, splendida dimora adagiata sulle colline del Chianti a pochi chilometri da Firenze, luogo scelto dagli sposi per il loro elegante ricevimento di nozze.


A Gaia e Clément i nostri  più sinceri auguri per un matrimonio indimenticabile.

 


 Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi 


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