CENOBIUM (Cultural Electronic Network Online: Binding up Interoperably Usable Multimedia) è una rappresentazione multimediale di capitelli di chiostro nel mediterraneo realizzata mediante la fotografia digitale ad alta risoluzione, modelli-3D e panoramiche. I capitelli vengono posti virtualmente in connessione con i loro luoghi d’origine, per essere presentati nel loro rapporto architettonico e concezionale.

© Foto: Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut

Il progetto condotto in collaborazione con l’ISTI/CNR a Pisa e con la partecipazione di più partner internazionali è mirato agli obbiettivi della ricerca, ma è anche appropriato alle esigenze dell’insegnamento e dei musei così come alla documentazione per il restauro.

Il tema centrale del progetto consiste nell’illustrare gli scambi artistici nel secolo XII e XIII attraverso la scultura, intesa come elemento decorativo nell’architettura. I più significativi centri dell’arte scultorea dei capitelli romanici i quali, attraverso l’introduzione del capitello istoriato, avvenuta nel 1100, diedero luogo ad uno scambio di modelli, si trovano nella Francia del sud, in Spagna e in Sicilia.

Il progetto ViHAP3D costituisce il punto di partenza per CENOBIUM realizzato in collaborazione con il MPI per l’informatica di Saarbrücken, col CNR di Pisa, la Soprintendenza di Pisa e la ditta Minolta Konica.

Una parte di questo progetto mira allo sviluppo di un procedimento per la grafica informatizzata, al fine di rendere possibile la rappresentazione tridimensionale di oggetti d’arte digitalizzati e di sculture. CENOBIUM sviluppa questo concetto concentrandosi su dei capitelli romanici, che si prestano in modo particolarmente appropriato ad una documentazione tridimensionale. Contemporaneamente a ciò si accompagna una corrispondente campagna fotografica, altamente qualificata, con l’obbiettivo di restituire in maniera dettagliata la superficie e la materialità degli oggetti, cosa che non può essere ottenuta attraverso la visualizzazione in 3D. Di conseguenza, le foto e i modelli 3D non sono disponibili soltanto in luoghi prescelti, ma anche mediante una programmazione interattiva.

CENOBIUM pone in collegamento fra loro questioni sia classiche che innovative della storia dell’arte con i moderni strumenti informatici e dischiudendo così nuove prospettive le quali, finora, persino sul posto, non sembravano possibili.

Foto D'Arte Firenze | Cristian Ceccanti @ KHI Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut nel progetto CENOBIUM per il Chiostro di Moissac

I capitelli di chiostro romanici nel mediterraneo e il chiostro di Moissac

Nel corso dell’ultimo lustro del secolo XI si affaccia nella scultura romanica un tipo di capitello il quale sarà determinante per l’aspetto decorativo degli interni sacri e dei chiostri, e che s’imporrà quale elemento fondamentale della scultura medievale. Limitatasi fino ad allora, la decorazione del capitello sostanzialmente alle forme ornamentali vegetali, zoomorfe o antropomorfe, lo spettro delle possibilità veniva ora ad estendersi alla rappresentazione narrativa. Il capitello assumeva quindi, l’ulteriore funzione di rappresentare scene bibliche vetero e neotestamentarie, avvenimenti storici, exempla, parodie e allegorie.

Quale componente dell’architettura il capitello, per la sua tridimensionalità, appare investito di questa nuova funzione innanzitutto nei chiostri. In virtù della completa visibilità delle colonne del chiostro esso offriva l’occasione per una progressiva narrazione per immagini e, contemporaneamente, la possibilità di porre in dialogo fra loro i capitelli adiacenti o altri elementi decorativi. Inoltre, significativo è il rapporto spaziale tra il capitello e le parti funzionali del monastero, poiché la disposizione tematica e dei motivi supportata dai capitelli permette una interazione estetica e funzionale, e forse anche un rinvio a liturgie e consuetudini monastiche. I tre più rilevanti centri della scultura romanica dei capitelli sono localizzabili nella regione del Languedoc­-Roussillon, nella Spagna settentrionale e in Sicilia.

Il chiostro della chiesa abbaziale di Saint-Pierre a Moissac può essere considerato quale costruzione originaria per i primi grandi cicli di capitelli claustrali istoriati. In base a quanto recita un'iscrizione, nell'anno 1100 sotto l'abate Ansquitil fu eretto un chiostro nell'abbazia provvista di ricchi terreni e di una significativa biblioteca monastica. Nel chiostro si alternano capitelli con colonne gemine con capitelli con colonna singola, che in prevalenza illustrano rappresentazioni narrative. Nella sua dissertazione “The Romanesque Sculpture of Moissac” del 1929/31 Meyer Schapiro indica questi capitelli come historiated capitals, coniando in tal modo il concetto a cui questa specifica forma di capitello deve da ultimo il suo nome.

Sul piano i singoli lati dei capitelli vanno a formare un'unità spaziale. Questo spazio si chiude in alto – similmente al prospetto di un palcoscenico – con elici, un abaco fortemente concavo e un blocco della mensola collocato al centro. Un'imposta possente, decorata di regola con figure, animali, piante o caratteri grafici, ricopre infine il kalathos, andando a completare in questo modo l'intera immagine trapezoidale del capitello.

In questa sezione del progetto CENOBIUM il KHI-MPI si è avvalso della collaborazione di due studiose francesi, Quitterie Cazes und Chantal Fraïsse, che insieme hanno redatto i testi relativi ai capitelli, oltre che la descrizione della costruzione.

Per noi di Foto D'Arte Firenze è stata un'esperienza affascinante poter collaborare insieme ai massimi esperti di fotografia d'arte nella post-lavorazione delle immagini digitali realizzate dal fotografo Roberto Sigismondi. 

Seguendo uno specifico workflow precedentemente concordato, con la preziosa supervisione di Ute Dercks e la collaborazione di Stefano Fancelli (KHI)  ci siamo occupati della gestione di una notevole quantità di immagini realizzate in altissima risoluzione che necessitavano di tutti gli accorgimenti necessari dopo la fase di scatto (naming, assegnazione metadati e color management, crop e resize).

L'opportunità di poter osservare "da vicino" on-line il lavoro svolto è la dimostrazione più evidente dei risultati ottenuti dal team. 

Cristian Ceccanti | Foto D'Arte Firenze KHI in Florenz Max-Planck-Institut @ Progetto CENOBIUM - Chiostro di Moissac

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

22 ottobre 2015 - 17 maggio 2016 | Museo degli Argenti Palazzo Pitti, Firenze

La mostra allestita negli ambienti contigui alla Cappella Palatina di Palazzo Pitti recupera il tesoro d’arte appartenuto a quella che fu la più prestigiosa Compagnia laicale d’ispirazione religiosa del Seicento toscano, San Benedetto Bianco.

rigore e grazia

La storia e la spiritualità di questa confraternita sono rese note al pubblico attraverso l’analisi dei maggiori capolavori artistici che arredavano i loro spazi e, per questa occasione, letteralmente ‘salvati’ da impegnativi restauri.

Lo studio della collezione, dei testi e dei documenti ha visto emergere importanti novità che ridefiniscono alcuni aspetti del Barocco fiorentino: sia per le opere inedite ritrovate, sia per l’approfondimento delle fisionomie di molti grandi artisti che furono membri assidui di San Benedetto Bianco (ad esempio Cristofano Allori, Vincenzo Dandini, Carlo Dolci e Volterrano).

Un ringraziamento sincero lo rivolgiamo ai brillanti curatori di questa mostra, Alessandro Grassi, Michel Scipioni e Giovanni Serafini insieme ai quali abbiamo condotto l'impegnativa ma al tempo stesso affascinante campagna fotografica per la realizzazione del catalogo edito da Sillabe.

Alcuni interessanti link per approfondimenti:

www.rigoreegrazia.it - il sito ufficiale della mostra con la presentazione del Cardinal Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze - Alessandra Marino, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le Province di Firenze Pistoia e Prato - Arch. Paola Grifoni, Segretario regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana - Valentina Conticelli, Direttrice ad interim del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti

MIBACT - sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

artemagazine - quotidiano di Arte e Cultura

DEA Press - agenzia di stampa DEApress

ACQUISTA BIGLIETTO - sito ufficiale per la vendita biglietti del Polo Museale Fiorentino


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria Palatina Palazzo Pitti, Firenze | Il rigore e la grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento Fiorentino

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Pubblicato in Eventi

Dal dicembre 2013, c'è un angolo d'Italia ad accogliere i visitatori di Bryant Park, uno dei parchi più frequentati di New York, situato in Midtown Manhattan fra la 41a e la 42a strada. Al 1095 di Avenue of Americas, nella piazza che fa da anticamera al parco, svettano Hero e Superhero, la coppia di sculture pubbliche con cui l'acclamato architetto e designer italiano Antonio Pio Saracino ha risposto alla duplice richiesta di celebrare l’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti e di realizzare un progetto di arte pubblica nel cuore della Grande Mela.


Hero, interamente realizzata in marmo, è un dono dell’Italia agli Stati Uniti, da parte della Farnesina, dell’Ambasciata Italiana di Washington DC e del Consolato Generale d’Italia a New York, con il sostegno di Eni, in segno di amicizia fra i due Paesi. Guardando l'opera, anche l'occhio più distratto non può fare a meno di scorgervi i contorni familiari di uno dei simboli più famosi dell'Italia nel mondo, nonché icona fra le più rappresentative della civiltà occidentale: il David di Michelangelo.

Con questo progetto, Saracino si è infatti voluto ispirare al grande capolavoro del Buonarroti, proponendone una rilettura in chiave moderna basata sulla scomposizione delle armoniche forme michelangiolesche in piani paralleli di vario spessore, a formare una struttura che richiami l'architettura dei grattaceli circostanti e che esprima al tempo stesso potenza e levità.


Il 4 maggio, a due anni dalla sua creazione, una nuova edizione della scultura di Saracino è stata installata nel cortile della Galleria dell'Accademia, a pochi metri dall'opera a cui si ispira. L'iniziativa, promossa dalla stessa Direzione della Galleria dell'Accademia, in collaborazione con l'Ambasciata Italiana di Washington DC e con PMG Italia, rappresenta un omaggio "filologico" al grande modello di Michelangelo ed il tentativo ambizioso di instaurare con esso una relazione attuale.


© Foto D'Arte Firenze

La nuova edizione, commissionata dal gruppo finanziario newyorkese Global emerging Markets Group (GEM), è stata infatti costruita a Carrara usando la stessa pietra scelta da Michelangelo  ed ha le stesse dimensioni del David (5,2 m.), dunque più grande di quella di Bryant Park, per un peso totale di circa 5t. Essa rimarrà esposta fino al 20 settembre, dopodiché verrà trasferita all'EXPO di Milano.

Noi di Foto D'Arte Firenze abbiamo incontrato Saracino alla Galleria dell'Accademia ed abbiamo seguito assieme a lui le operazioni di scopertura dell'opera, realizzando alcuni degli scatti usati per il pieghevole dell'evento espositivo, facente parte della collana "Quaderni dell'Accademia", edita da Sillabe. Per noi e per la nostra attività nell'ambito della fotografia d'arte, l'incontro con un esponente di spicco dell'architettura contemporanea si è rivelato particolarmente stimolante.


Siamo lieti di aver potuto rendere omaggio ad un opera coraggiosa, considerata una fra le più intelligenti e qualitativamente rilevanti reinterpretazioni del David mai realizzate, nel segno della continuità con i valori della tradizione artistica ed architettonica italiana del passato, di cui siamo da sempre sostenitori.

© Foto D'Arte Firenze


Antonio Pio Saracino - Designer e architetto Italiano di fama internazionale con base a New York, Saracino ha disegnato edifici, monumenti e oggetti. Le sue opere di design sono state esposte in numerose gallerie e musei di livello internazionale a Washington D.C., Los Angeles e Dubai e fanno parte di collezioni permanenti in musei come il Brooklyn Museum, il Museum of Art and Design di New York e il PowerHouse Museum di Sydney. Ha partecipato alla 54a edizione della Biennale d'Arte di Venezia ed ha vinto numerosi premi tra cui due American Architecture Awards dal Chicago Museum of Architecture e due Best of the Year Award da Interior Design Magazine. Il suo lavoro è stato recensito in pubblicazioni di livello internazionale come il The New York Times, Architectural Digest, Interior Design e Wellpaper. ARTnews Magazine lo ha inserito fra i 25 più interessanti trendsetter, il New italian Blood award lo ha riconosciuto come uno dei Top Ten Italian Architects under 36 e Vogue lo ha definito come uno dei più prolifici designers italiani all'estero.


Informazioni utili La mostra “Hero a Firenze. Omaggio al David: Saracino interpreta Michelangelo” sarà visibile nel cortile interno della Galleria dell’Accademia dal 5 maggio fino al 20 settembre 2015, dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 18.50.Il biglietto d’ingresso costa € 12,50 (intero) e € 6,25 (ridotto); eventuali richieste di prenotazione al numero 055-294883 di Firenze Musei. Per l’occasione, a cura di Sillabe, è stato realizzato un pieghevole in italiano e in inglese della serie “Il luogo del David” , con i testi dei protagonisti e arricchito da un notevole apparato fotografico (in allegato a questo articolo). Da segnalare, infine, che con il prezzo del biglietto d’ingresso al museo saranno visibili sia la grande scultura di Saracino, sia la mostra “L’arte di Francesco. Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”, in corso nell’ambito del programma espositivo di Un anno ad arte 2015.


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria dell'Accademia | Via Ricasoli 58-60 Firenze


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 Alcuni video dedicati all'evento

Pubblicato in Fotografia per l'arte

Gielle è un'officina meccanica di precisione con un'attività ben consolidata nell'ambito delle lavorazioni meccaniche conto terzi di particolari in materiale metallico e polimerico, complete di controlli e collaudi sui componenti finiti.


© Foto D'Arte Firenze

Durante la sua ultratrentennale storia, i costanti investimenti in tecnologia e formazione professionale hanno dotato l'azienda di una struttura produttiva sempre più flessibile e sofisticata, capace di garantire un elevato standard di qualità dei prodotti, in linea con le richieste dell'industria e con le esigenze del mercato.


© Foto D'Arte Firenze

Oggi, Gielle è in grado di seguire autonomamente tutto il processo produttivo, dall'acquisto delle materie prime, alla lavorazione, fino alle analisi di laboratorio ed al collaudo, utilizzando macchinari di ultima generazione e avvalendosi di personale altamente qualificato.


© Foto D'Arte Firenze

Nel reparto produttivo, tutti i processi legati alla meccanica di precisione sono effettuati attraverso macchine a controllo numerico CNC tecnologicamente all'avanguardia, in grado di gestire con precisione estrema la lavorazione di materiali particolarmente impegnativi, come acciai inossidabili e superleghe. 

© Simone Baroncelli

Il reparto collaudo dispone invece di tutte le macchine e gli strumenti più avanzati indispensabili per eseguire le analisi chimiche, le prove meccaniche di trazione, resistenza, rilievo di durezza dei materiali ed i controlli non distruttivi sui pezzi prodotti, tutti test necessari per stabilire la conformità agli standard qualitativi richiesti.


© Simone Baroncelli

L'esperienza accumulata negli anni e il notevole livello di eccellenza ed affidabilità raggiunto sono valsi a Gielle collaborazioni con importantissime aziende siderurgiche, idrauliche, energetiche, navali ed aerospaziali. 


© Foto D'Arte Firenze

Su questi presupposti si basa la partecipazione di Gielle a Italian Makers Village, la rassegna organizzata da Confartigianato col patrocinio di EXPO 2015 per la promozione del Made in Italy nel mondo. L'azienda fiorentina allestirà uno spazio espositivo dal 21 al 24 maggio, durante la settimana dedicata alla Toscana, ed approfitterà di questa importante vetrina per lanciare il suo nuovo sito web.


Anche Foto D'Arte Firenze, in un certo senso, sarà presente all'evento, avendo fornito le immagini per il sito e per i pannelli utilizzati nell'allestimento. Gielle si è infatti rivolta a noi per documentare, attraverso i nostri scatti, ogni singolo aspetto della sua attività, aprendoci le porte della sede di Scandicci, appena ampliata.


© Foto D'Arte Firenze

Un ringraziamento sincero a Gielle per averci dato l'opportunità, attraverso questa campagna fotografica, di poter partecipare ad un progetto che dia slancio internazionale all'eccellenza italiana, permettendoci così di contribuire, con i mezzi e il linguaggio propri del nostro lavoro, a comunicare, valorizzare ed esportare il significato del Made in Italy e dell' "artigenialità" italiana nel mondo.

 


Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Gielle Srl - Via Pio La Torre 13, Scandicci (Firenze)


 

Pubblicato in Miscellanea
Domenica, 23 Novembre 2014 15:11

Brian & Alison sposi a Figline Valdarno

Il luogo è lo stesso dell'engagement session di qualche giorno prima, ma stavolta per Alison ci sono l'abito bianco ed un maggiolino nero d'epoca che Brian, a sorpresa, le fa trovare all'uscita dell'Hotel Villa Casagrande. 

Brian la aspetta fuori da Palazzo Pretorio e quando lei arriva assieme alle sue bridesmaids, le rispettive figlie Catherine e Livia, si scatenano gli applausi ed i flash dei presenti. 

Ma le sorprese non sono finite: dopo lo scambio degli anelli ed il lancio del riso, l'auto porta Brian e Alison nel centro di Piazza Ficino, dove gli amici hanno preparato per loro un tavolino, due sedie ed una bottiglia di champagne per brindare ai neo sposi.  

A questo punto, la giornata offre il momento di luce migliore per qualche scatto nella campagna circostante: Brian e Alison si concedono ai nostri obiettivi prima di ricongiungersi agli ospiti per l'aperitivo e la cena nel cortile di Villa Casagrande. 

Sulle note di un pianoforte e di una chitarra, la serata scivola via, con gli amici italiani ed inglesi stretti attorno agli sposi, in un ideale gemellaggio dove c'è spazio anche per i ricordi, fino al taglio della torta e al ballo finale, che chiude una giornata piena di bei momenti.

Un sentito ringraziamento a Brian e Alison per averci permesso di raccontare le loro emozioni con le nostre immagini.   

© Foto D'Arte Firenze


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Invito a pranzo con servizio fotografico. Non è il titolo di un film, ma un modo per condensare in poche parole il significato di una bella giornata trascorsa in compagnia di Natascia e Alberto, prossimi alle nozze.


A poco meno di due mesi dal fatidico giorno, i due promessi sposi ci hanno accolto nella loro casa, immersa fra i vitigni e gli ulivi del Podere La Cappella,San Donato in Poggio nel Chianti. Appena entrati in casa, salta subito all'occhio una colonna di libri di cucina, a testimonianza di una viva passione di Natascia per l'arte culinaria, una passione onorata con un pranzo degno di questo nome, impreziosito dall'ottimo vino prodotto nelle cantine della tenuta.


Natascia, infatti, originaria di Verona, da anni affianca il padre nella conduzione dell'azienda biologica di famiglia. Dopo pranzo siamo andati alla scoperta dei luoghi in cui nascono le diverse qualità di vino esportate in tutto il mondo. Filari di viti e botti sono così diventati, per l'occasione, il set fotografico ideale per un'engagement session dalle tinte tipicamente toscane, con Natascia ed Alberto rilassati ed a loro agio davanti ai nostri obiettivi, assieme all'inseparabile Benito, affettuoso cane di razza Kursaal.


Durante il nostro incontro, c'è stato anche il tempo per parlare del giorno delle nozze, che verranno celebrate con rito cattolico nella Cappella del Coro della Basilica di San Pietro in Vaticano. Il ricevimento si terrà alla Casina Valadier, sul Pincio, con tanto di vista mozzafiato sulla Città Eterna. Un matrimonio italiano, dunque, all'insegna di arte, storia e architettura, in perfetta sintonia con lo stile che contraddistingue Foto D'Arte Firenze.


A Natascia e Alberto, che ringraziamo vivamente per l'impagabile accoglienza, vanno i nostri affettuosi auguri per un matrimonio indimenticabile.

© Foto D'Arte Firenze


Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi 


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A distanza di 6 mesi dalla precedente campagna fotografica, Foto D'Arte Firenze è tornata nella Galleria degli Uffizi per realizzare le immagini dei soffitti affrescati delle sale 19-23, recentemente riaperte al pubblico dopo gli interventi di restauro.

Si tratta delle sale dedicate al Rinascimento extra-fiorentino, con importanti esempi riconducibili alla pittura tedesca, all'arte fiamminga e all'ambiente veneto, a testimonianza di quello spirito didattico settecentesco degli Uffizi, favorito da scambi e specifici accrescimenti, teso a rappresentare lo sviluppo della pittura in tutti i suoi filoni più importanti.

La sala 19, in particolare, ospita opere di provenienza toscana, umbra, emiliana e marchigiana e l'attuale volta venne ridipinta nel 1665 da Agnolo Gori con le Allegorie di Firenze e della Toscana, trionfi, battaglie e stemmi medicei, dopo che l'originale andò distrutta.

Unica in Italia, con ben cinque opere dell'indiscusso maestro del Rinascimento tedesco Albrecht Dürer, compresa la famosa Adorazione dei Magi del 1504, la sala 20 ha un soffitto affrescato con grottesche originali del '500 e con vedute di Firenze aggiunte nel '700.


© Foto D'Arte Firenze

Le sale 21, 22 e 23 sono dedicate rispettivamente alla pittura veneta, rappresentata magnificamente dal capolavoro di Giovanni Bellini l'Allegoria Sacra, alla scuola fiamminga e ai maestri del nord-Italia Mantegna (col trittico  proveniente dal Palazzo Ducale di Mantova) e Correggio, presente con opere di grande originalità come l'Adorazione del Bambino. Gli affreschi di queste tre sale sono opera di Ludovico Buti: la sala 21 reca decorazioni a grottesche e scene di battaglie con interessanti figure di indiani e animali del Nuovo Mondo; motivi bellici anche nella sala 22, mentre nella sala 23, utilizzata in passato come armeria, sono raffigurate officine per la produzione di armi, polvere da sparo e modelli di fortezze.


© Foto D'Arte Firenze

L'opera di rinnovamento ha restituito a queste sale il pregio di essere degli autentici scrigni per tesori artistici di inestimabile valore ed ha ridonato slancio prospettico a tutta l'ala est della Galleria, fra la Tribuna e l'affaccio sull'Arno.


 Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Galleria degli Uffizi 


 

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Pubblicato in Fotografia per l'arte

Dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, la mostra "Tiepolo: i colori del disegno", allestita nella prestigiosa sede dei Musei Capitolini, offre la straordinaria opportunità di conoscere una delle personalità più carismatiche sulla scena dell'arte figurativa del Settecento europeo.


Un'accurata selezione di novanta opere grafiche e sette dipinti di Giambattista Tiepolo, provenienti da istituzioni museali, fondazioni e collezioni private, riuniti per la prima volta nella Capitale, ripercorre in maniera organica l'evoluzione e gli esiti pittorici del linguaggio grafico del grande artista veneziano, svelandone e omaggiandone la natura multiforme.

La visione pittorica del Tiepolo, infatti, trovò il suo momento fondante nel disegno, aspetto che lo vide esprimersi come geniale e fecondissimo artefice e la cui valenza progettuale, di studio e di analisi compositiva consentì all'artista di organizzare la diversificata attività della sua bottega familiare, con il coinvolgimento dei figli Giandomenico e Lorenzo, in quello che fu l'ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier d'arte. 

L’esposizione, curata da Giorgio Marini, vicedirettore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in collaborazione  con Massimo FavillaRuggero Rugolo, tra l'altro, ha il pregio di affiancare ad opere più conosciute, provenienti in gran parte dal ricco fondo Sartorio dei Musei Civici di Trieste, una scelta di disegni assai meno noti per non essere stati esposti nell'ultimo mezzo secolo, provenienti dalle collezioni riunite nel secondo Ottocento a Firenze dagli studiosi Herbert Percy Horne e Stefano Bardini, oggi conservate negli omonimi musei fiorentini.

Di queste opere di provenienza fiorentina, Foto D'Arte Firenze ha realizzato le immagini destinate al catalogo ufficiale della mostra edito da Campisano Editore

Un incarico di prestigio che si è tradotto nell'impagabile privilegio di poter ammirare da vicino una parte, seppur piccola, dell'impressionante e variegata produzione artistica di uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi | Foto D'Arte Firenze @ Museo Stefano Bardini e Museo Horne, Firenze


Di seguito, i link ad alcune pagine che parlano della mostra 

Musei Capitolini | mostre ed eventi | Tiepolo: i colori del disegno

adnkronos | Cultura | Roma svela i colori di Tiepolo

L'Huffington Post | Giambattista Tiepolo, 90 disegni in mostra a Roma

La Stampa | Cultura | Arte | In mostra a Roma le opere grafiche dei Tiepolo


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Pubblicato in Eventi
Venerdì, 17 Ottobre 2014 22:52

Elena & Giuseppe sposi

Ci eravamo salutati al termine di un'engagement session sui colli fiorentini. Un mese dopo, ritroviamo Elena pronta a consegnarsi ad estetista e parrucchiera, nella lunga mattinata che la porterà davanti all'altare. 

© Foto D'Arte Firenze

Dopo qualche ora trascorsa in piacevole compagnia di Elena e della sua famiglia, abbiamo raggiunto la Pieve di S.Andrea a Cercina, dove abbiamo riabbracciato anche Giuseppe, impaziente di poter finalmente ammirare la sua futura moglie in abito bianco. 

© Foto D'Arte Firenze

Qualche scatto nel grazioso chiostro della pieve e poi via con i neo sposi verso Villa Il Garofalo, per festeggiare insieme agli ospiti il giorno dei giorni. Sullo sfondo, Firenze, sempre così familiare, ci ha tenuto compagnia con le calde tonalità di un tardo pomeriggio estivo, prima di addormentarsi e lasciare la ribalta alle luci artificiali dei lampioni ed a quelle più colorate che hanno dipinto i passi del ballo degli sposi.

© Foto D'Arte Firenze

Il racconto fotografico della giornata

 

© Foto D'Arte Firenze

Un sentito grazie ad Elena e Giuseppe per aver scelto di condividere con noi le ore più importanti della loro vita.


Love and Passion, Art and Photography - www.fotodartefirenze.it - Cristian Ceccanti & Ivan Rossi fotografi 


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Fra le molteplici campagne fotografiche che abbiamo condotto in questi anni, il recente incarico per la digitalizzazione dei Disegni di Architettura (grandi formati) conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (GDSU) merita senza dubbio una menzione particolare per tecnologie e procedure di lavoro adottate.

  GDSU n.inv.755 Architettura                                                              © Foto D'Arte Firenze

Il progetto, realizzato per conto della Humboldt-Universität zu Berlin Institut für Kunst-und-Bildgeschichte/CENSUS (con la quale prosegue per il quarto anno consecutivo la nostra collaborazione), ha avuto come finalità la creazione di copie digitali raster in scala 1:1 e in altissima risoluzione di pergamene, stampe e incisioni recanti disegni di architettura eseguiti da alcuni fra i più grandi architetti attivi fra il XV e il XVI secolo: 

- il Bramante, architetto e pittore tra i più influenti del Rinascimento, attivo prima a Milano e poi a Roma, dove progettò la Basilica di San Pietro, fu il principale interprete del passaggio al Classicismo Cinquecentesco, tanto da meritarsi la definizione di "inventor e luce della buona e vera Architettura";

- Giuliano da Sangallo, architetto, ingegnere e scultore, fra i migliori successori del Brunelleschi, fu l'architetto prediletto di Lorenzo il Magnifico, progettista di opere di riferimento nello studio delle linee dell'architettura rinascimentale, nonché innovatore nell'ambito dell'ingegneria militare;

Antonio da Sangallo il Giovane, architetto attivo nel Rinascimento e nel Manierismo, progettista di Palazzo Baldassini e di Palazzo Farnese a Roma, considerati modelli di riferimento per l'architettura dei palazzi signorili fino alle soglie del Seicento;

- Giovanni Battista da Sangallo, fratello minore del più famoso Antonio, per il quale si occupò di effettuare misurazioni e rilevamenti in numerosi progetti, pioniere di una tecnica di illustrazione dei progetti più tardi adottata dal circolo di Raffaello;

- Baldassarre Peruzzi, architetto, pittore, scenografo e ingegnere militare, considerato dai suoi contemporanei, fra i quali VasariPalladio, uno dei maggiori artisti del XVI secolo, capace di incidere sullo sviluppo delle arti in moltissimi settori;

- Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio di Baldassarre, attivo a Roma, dove progettò l'entrata nobile di Castel Sant'Angelo e diresse i lavori di costruzione del Ghetto Ebraico, prima di trasferirsi a Vienna, dove lavorò come ingegnere ed architetto per l'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano II d'Asburgo

Per ciascuno dei disegni da riprodurre, abbiamo curato sia la fase di acquisizione che quella di post-produzione, operando in conformità alle specifiche illustrate dettagliatamente nei "Quaderni di studio 04 - Digitalizzazione di beni artistici e documentari" (vedi allegato), volte a garantire una qualità aderente agli attuali standard internazionali per la riproduzione fedele ed accurata di opere d'arte.


La natura delle opere da riprodurre e la necessità di rispettare i suddetti standard qualitativi hanno pertanto richiesto l'impiego di un sistema di acquisizione (sorgente di luce, apparato di ripresa e strumenti di Color Management) tecnologicamente all'avanguardia, con caratteristiche prestazionali in grado di restituire, con la massima fedeltà cromatica, immagini con una densità di campionamento di 300ppi.

Per illuminare il set di ripresa abbiamo utilizzato lampade a luce giornoconosciuta anche come luce HMI, considerata la più adatta per le riprese digitali. Rispetto alla luce al tungsteno, infatti, la luce giorno presenta diversi vantaggi, sia in termini di resa luminosa che di resa cromatica: è priva di "sfarfallio", elemento che crea non pochi problemi all'immagine digitale, garantisce 2 stop di luce in più ed essendo perfettamente calibrata a 5000/6000°K consente di ottenere immagini più "pulite" ed istogrammi con una resa più corposa in tutto lo spettro cromatico, aspetto che la rende praticamente indispensabile quando si vuole ottenere la massima fedeltà dei colori nelle immagini.


Per l'apparato di ripresa ci siamo affidati alla qualità della Hasselblad H3DII-39MS, che, unendo i vantaggi della tecnologia multishot alle funzionalità della H3DII-39 combinate con le ottiche Carl Zeissrappresenta il massimo in termini di flessibilità, offrendo immagini estremamente dettagliate e prive di interferenza. Il suo sensore Kodak da 39 Mpx di 36 x 48 mm (due volte le dimensioni fisiche dei più grandi sensori DSLR da 35 mm), ci ha permesso di riprodurre, in un unico fotogramma, opere della dimensione massima di circa 60 x 45 cm a 300ppi, conformemente al calcolo matematico illustrato di seguito:

 

Per opere di dimensioni maggiori, quindi, è stato necessario aggiungere un ulteriore step al flusso di lavoro, fotografando separatamente porzioni di documento della dimensione massima di 60 x 45 cm e ricomponendo poi i singoli fotogrammi in un'unica immagine tramite mosaicatura (photo stitching).


Per garantire la corretta consistenza cromatica delle immagini acquisite nel loro passaggio attraverso diversi dispositivi di visualizzazione, abbiamo quindi sottoposto le immagini ad un'analisi di corrispondenza colorimetrica attraverso tabelle di colore standard, lavorando su monitor opportunamente calibrati e profilati.


Il processo di elaborazione, eseguito sfruttando la potenza di calcolo di piattaforme Apple, ha prodotto immagini digitali con una media di 10000 pixel di lato lungo (per arrivare in alcuni casi alle ragguardevoli dimensioni di 23000 x 8200px), ed un peso medio dell'ordine di 1GB a 16bit colore, salvate in formato TIFF non compresso  e accompagnate ciascuna da una serie di file guida XML contenenti i metadati necessari per l'archiviazione e la consultazione dell'archivio digitale.

 

A sinistra, copia digitale GDSU n.inv. 6730A di dimensioni 5374x10798 pixel e peso 332MB. A destra, dettaglio in scala 1:1 dell'immagine

Campagne fotografiche come quella descritta sono emblematiche nel mostrare come la Fotografia d'Arte sia un mestiere altamente impegnativo e specializzato, che richiede spesso un approccio "scientifico", una solida preparazione tecnica ed una consolidata esperienza a contatto con le opere. Per questo desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento nei confronti del Census di Berlino e del GDSU per averci assegnato un incarico così gratificante ed averci messo nelle condizioni ideali per portarlo a termine nel migliore dei modi, augurandoci, per il futuro, di poter di nuovo collaborare con questi importanti Istituti in progetti altrettanto prestigiosi.

 


Cristian Ceccanti fotografo | Foto D'Arte Firenze @ Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 


 

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